Le colline non stanno ferme: nelle Langhe l’arte contemporanea prova a cambiare prospettiva

EVENTIGiugno 3, 2026

Dal 20 giugno al 5 luglio torna “La collina sale sempre”, festival diffuso che porta opere, installazioni e residenze artistiche tra chiese, torri, cortili e cantine di sei comuni piemontesi.

Le colline delle Langhe hanno una caratteristica particolare: sembrano immobili, eppure cambiano continuamente. Cambiano con le stagioni, con la luce, con il lavoro delle persone che le abitano. Cambiano persino nel modo in cui vengono raccontate.

È da questa idea che prende forma la terza edizione di “La collina sale sempre”, il festival di arte contemporanea che dal 20 giugno al 5 luglio trasformerà Castiglione Tinella, Mango, Neive, Barbaresco, Santo Stefano Belbo e Castagnole delle Lanze in una grande mappa diffusa dedicata alla ricerca artistica contemporanea.

Curata da Marzia Capannolo e promossa da ARTEFORA, il centro espositivo fondato dall’artista argentino Ernesto Morales, la manifestazione coinvolge sedici artisti provenienti da diversi Paesi chiamati a confrontarsi con luoghi che normalmente appartengono ad altre funzioni e ad altre narrazioni: chiese, torri campanarie, fienili, cantine, porticati e casali storici diventano così spazi espositivi temporanei.

Il titolo del festival nasce da una suggestione letteraria che arriva da Cesare Pavese e dal suo romanzo “La luna e i falò”. Al centro dell’edizione 2026 c’è il tema della trasformazione, intesa non come cancellazione del passato ma come sua continua rielaborazione. Una riflessione che nelle Langhe assume un significato particolare: qui il paesaggio è memoria, ma è anche presente e possibilità.

L’inaugurazione del 20 giugno si svolgerà negli spazi di ARTEFORA a Castiglione Tinella, dove tre progetti espositivi dialogheranno con l’architettura del luogo e con materiali come legno, ferro e mattone, elementi che raccontano storie di lavoro e di comunità. La serata sarà accompagnata da degustazioni dedicate alle eccellenze vitivinicole del territorio.

Il giorno successivo il festival si sposterà tra Mango e Neive. All’Enoteca Regionale Colline del Moscato sarà inaugurata una mostra collettiva dedicata alla trasformazione come intreccio di relazioni tra persone, natura e memoria, mentre la chiesa di Santa Maria del Piano ospiterà un’installazione site specific pensata per dialogare con lo spazio e con la sua storia.

Tra gli appuntamenti più significativi c’è anche “Orizzonti Futuri”, la sezione ospitata nella Torre di Barbaresco che raccoglie le ricerche sviluppate dagli artisti durante la loro permanenza sul territorio. Un modo per ribadire che il paesaggio non è soltanto uno sfondo da osservare ma un soggetto attivo, capace di influenzare visioni e processi creativi.

Particolarmente interessante appare il progetto dedicato a Castagnole delle Lanze. Con il format “Lanze in Arte”, il borgo si trasformerà per una settimana in un laboratorio diffuso dove cortili storici, spazi pubblici e luoghi della quotidianità accoglieranno installazioni, incontri e attività partecipative. Qui l’arte contemporanea viene pensata non come evento isolato ma come occasione di relazione con la comunità e con le realtà produttive del territorio.

A suggellare questa visione sarà l’inaugurazione del murales “Cambiante” di Ernesto Morales, realizzato sulla facciata dell’asilo Ruscone-Valle. Un’opera dedicata alle nuvole e alla loro capacità di mutare continuamente forma, diventando metafora di una trasformazione che riguarda tanto il paesaggio quanto l’esperienza umana.

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