
Duecentocinquanta metri quadrati di carta, 400 pastelli a olio, 25 litri di tempera e una città intera chiamata a partecipare. A Gallipoli settembre comincia trasformando le strade in uno spazio da disegnare, percorrere e modificare insieme.
Sabato 12 settembre torna Babele – Festival Multidisciplinare d’Emergenza, la rassegna di ZeroMeccanico Teatro diretta da Ottavia Perrone e Francesco Cortese, arrivata alla sua sesta edizione. Il festival proseguirà fino al 9 ottobre con un programma che mette insieme teatro, performance, incontri e interventi nello spazio urbano.
L’apertura è affidata a Segni Mossi Parade, progetto nato dall’incontro tra l’artista visivo Alessandro Lumare e la coreografa Simona Lobefaro. Alle 18 si parte da Piazza Tellini per arrivare fino a Piazza Aldo Moro, accompagnati dai fiati della Gambling Band. Ma parlare semplicemente di spettacolo sarebbe riduttivo: qui il pubblico non guarda, fa.
Carta, pastelli, tempera, pannelli e cerchi diventano gli strumenti di una grande azione collettiva in cui il movimento produce segni e i segni cambiano lo spazio. L’idea è quella di trasformare progressivamente Gallipoli in un enorme disegno in movimento.
Segni Mossi nasce nel 2014 e porta insieme linguaggi che solitamente teniamo separati: danza e disegno, corpo e grafica, educazione e performance. Dal 2015 il progetto ha realizzato training, workshop e performance in oltre 30 Paesi ed è stato selezionato nel 2017 e nel 2019 da HundrED tra cento progetti educativi innovativi a livello mondiale.
Ed è proprio la forma la parola intorno alla quale ruota Babele 2026. Il titolo scelto per questa edizione è “Disobbedire la Forma”: provare a sottrarsi alle traiettorie già stabilite, alle classificazioni e alle misure che stabiliscono dove e come qualcosa dovrebbe stare.
Una dichiarazione d’intenti che riguarda anche il modo in cui il festival occupa Gallipoli. Dal 12 settembre al 9 ottobre gli appuntamenti si spostano infatti tra centro e periferia, piazze, parchi, spiagge, librerie e teatri, facendo della città non soltanto lo sfondo degli eventi ma una parte del progetto.
Dopo la Parade, il 13 settembre alla Libreria Macarìa arriva L’io minimo, operetta elettronica con Giulia Maria Falzea e Giorgio Distante. Nei parchi cittadini prende invece vita Radio Babele, progetto di drammaturgie sonore di quartiere di ZeroMeccanico Teatro, mentre il 18 settembre la Spiaggia della Purità ospita Lo spazio a dismisura d’uomo di Teatringestazione.
Il programma prosegue con Na Creature di Teatringestazione, il talk La parola in scena con Licia Lanera e Andrea Sicuro e The Black’s Tales Tour, spettacolo di e con la stessa Lanera. Il 3 ottobre al Teatro Garibaldi sarà la volta di Un altro giorno ancora di Angela De Gaetano, prodotto da Factory Compagnia Transadriatica, mentre la chiusura del 9 ottobre è affidata a Storie apparecchiate de La Scatola di Latta.
Babele nasce nel 2021 e porta avanti l’idea di un festival nel quale scena, comunità e luoghi possano continuamente mescolarsi. Quest’anno lo fa partendo da un gesto elementare: prendere un pastello e lasciare un segno. Solo che, questa volta, il foglio è grande quanto una città.

Dalla tribou di Zazibou






