Fandango Live: la risposta più elegante a chi racconta il Sud come una periferia culturale

EVENTICULTURAGiugno 2, 2026

Per raccontare il Sud spesso si continua a utilizzare un vocabolario vecchio. Pare che sia più facile raccontarlo attraverso una lente comoda, una lente che vede soprattutto ciò che manca. Tra tutte il lavoro che non è sufficiente, così come i treni in ritardo e le città che si svuotano; non mancano i giovani costretti a cercare altrove quello che qui sembra impossibile trovare. Insomma, una narrazione semplice e come tutte quelle semplici funziona bene. Tuttavia, è una storia ingiusta e parziale che finisce per raccontare una terra soltanto attraverso ciò che perde e mai attraverso ciò che costruisce.

«Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono». La frase attribuita a Galileo Galilei torna utile ogni volta che si prova a raccontare un territorio senza fermarsi alle sue etichette. Quindi? Basta guardare meglio. Lecce, da questo punto di vista, è un osservatorio interessante: continua, imperterrita, a generare occasioni di valore. Tanti festival, rassegne, associazioni, spazi indipendenti, progetti animano i territori e ora un altro evento si può annoverare tra quelli da non perdere.

Fandango Live, in programma dall’11 al 14 giugno a Lecce, nasce esattamente dentro questa prospettiva. Scorrendo il programma si incontrano il cinema, l’editoria, il giornalismo, il fumetto, la musica, i podcast e anche la riflessione ambientale. Linguaggi diversi che convivono nello stesso spazio e davanti allo stesso pubblico, in un’unica, solare, città, la stessa che per alcuni non “ha nulla da offrire” (ma veramente?).

È difficile non soffermarsi, ad esempio, sull’incontro tra Alessandro Baricco e Riccardo Luna dedicato all’intelligenza artificiale e ai social network. Baricco è uno dei pochi intellettuali italiani che negli ultimi decenni ha provato a leggere le trasformazioni tecnologiche senza frenarla. Dai tempi de I Barbari fino ai ragionamenti più recenti sul digitale, ha sempre preferito interrogarsi su ciò che cambia piuttosto che difendere ciò che scompare.

Lo stesso vale per figure come Francesca Mannocchi, che negli ultimi anni ha raccontato guerre, crisi umanitarie e trasformazioni geopolitiche distinguendosi nel panorama giornalistico italiano, o per Nanni Moretti, autore che continua a rappresentare una delle voci più riconoscibili del cinema europeo contemporaneo. Ovviamente, per citarne solo tre, ma potrebbe essere, questo, un elenco lungo e corposo.

Quindi, accade che Fandango Live arriva in città, rispondendo a due esigenze spesso considerate incompatibili: la qualità culturale e l’accessibilità. Non è facile concentrare tanti ospiti e così prestigiosi (ovvero: Benedetta Argentieri, Luca Barbarossa, Alessandro Baricco, Amélie Bonnin, Anna Castiglia, Oscar Iarussi, Riccardo Luna, Francesca Mannocchi, Nicolò Massazza dei Masbedo, Paolo Mereghetti, Nanni Moretti, Claudio Morici, Erica Mou, Valerio Nicolosi, Adriano Panatta, Francesco Piccolo, Sergio Rubini, Gioia Salvatori (Cuoro), Stefano Senardi, Kasia Smutniak, Valeria Solarino, Giovanni Veronesi, Daniele Vicari e tanti altri) e allo stesso tempo trovare spazio per i workshop dedicati al cinema, all’editoria, ai podcast, al fumetto e alla sostenibilità, costruendo un rapporto più concreto con chi crede (davvero) nella cultura.

Dunque, detto ciò, è forse vero che troppo spesso continuiamo a raccontare soltanto le storie più semplici o quelle che non succedono?

Info: https://www.instagram.com/fandangofactory

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