
Crescere significa anche imparare a convivere con una categoria umana particolarmente resistente al passare del tempo: quelli che sanno sempre chi dovresti essere, cosa dovresti fare e perché stai sbagliando tutto.
È a loro che i The Last Confidence dedicano Persone piccole, lingue giganti, il nuovo singolo in uscita il 29 maggio, nuovo tassello del percorso che porterà la band bergamasca alla pubblicazione del prossimo album prevista dopo l’estate.
Il titolo dice già molto. Il bersaglio non sono le critiche costruttive né il confronto, ma quel rumore di fondo composto da giudizi, sentenze e opinioni non richieste che spesso accompagnano qualsiasi scelta personale. Un tema affrontato senza troppi giri di parole e con l’attitudine diretta che da sempre caratterizza il gruppo.
Dal punto di vista sonoro, il brano mantiene l’identità costruita dalla band negli ultimi anni: energia punk, ritornelli immediati e una scrittura che preferisce l’onestà all’artificio. Il lavoro in studio con Luca Incerti, produttore e membro dei WEL, contribuisce a rendere il pezzo compatto e incisivo, valorizzandone l’urgenza senza sacrificare la componente melodica.
“Il pezzo dice una cosa semplice: so chi sono e non mi faccio cambiare da nessuno”, spiega Marco Cosentino, voce e chitarra della formazione. Una dichiarazione che sintetizza bene il senso della canzone e che trova nel ritornello la sua espressione più efficace: una presa di posizione contro chi misura il valore degli altri sulla base dei propri pregiudizi.
L’immagine dei castelli di sabbia evocata nel finale diventa particolarmente significativa. Le chiacchiere, l’ego e la presunzione possono sembrare solidi finché qualcuno non decide di smettere di prestarvi attenzione. A quel punto basta poco perché tutto perda consistenza.
Dopo i singoli pubblicati negli ultimi mesi, tra cui Botta e Lei, il nuovo brano conferma una direzione precisa. I The Last Confidence continuano a raccontare quella fase della vita in cui si prova a trovare un posto nel mondo senza rinunciare alla propria identità. Un tema ricorrente nella loro produzione e probabilmente uno dei motivi per cui la band ha costruito nel tempo un rapporto così solido con il proprio pubblico.
Attivi dal 2013, i quattro musicisti hanno saputo ritagliarsi uno spazio riconoscibile nella scena alternativa italiana. Dalle prime pubblicazioni con Loserkid Records fino agli album successivi, il gruppo ha mantenuto una forte matrice punk rock aprendosi progressivamente a nuove soluzioni sonore e alla scrittura in lingua italiana.
Concerti in tutta la penisola, aperture per band internazionali come Mayday Parade e Stand Atlantic, collaborazioni con i WEL e un’attività costante hanno consolidato un percorso che oggi arriva al quarto album.
Persone piccole, lingue giganti sembra raccogliere tutto questo cammino in una formula semplice ma efficace: meno attenzione ai giudizi, più fiducia nelle proprie scelte. Un messaggio che il punk ripete da decenni e che, evidentemente, continua ad avere una certa utilità.

Dalla tribou di Zazibou