Finale di stagione per I Cesaroni. Ma davvero?

serie tvGiugno 3, 2026

Per chi è cresciuto con I Cesaroni, una regola non scritta continua a valere: Giulio si salva sempre. Claudio Amendola probabilmente non vincerà mai l’Oscar come miglior attore, ma poco importa. Giulio Cesaroni resta uno di quei personaggi che fanno parte dell’immaginario collettivo italiano. Ci si affeziona, gli si perdonano gli errori, si continua a tornare alla Garbatella anche quando la nostalgia rischia di essere più forte della scrittura. Un po’ come nonno Libero per Un medico in famiglia, diciamolo.

Ma solo noi abbiamo visto qualche problemino nell’ultima stagione? Premesso che l’abbiamo vista tutta, con piacere e con attesa: il lunedì è stato più bello con questa “famiglia impicciona, caotica e disfunzionale” (per citare Virginia), ma qualcosina non ci ha convinto.

ATTENZIONE SPOILER!

Partiamo dal presupposto che un ritorno dei Cesaroni aveva senso. Anzi, forse serviva pure. In un panorama televisivo che spesso rincorre modelli internazionali e formule sempre più sofisticate, una serie popolare, familiare, rassicurante e dichiaratamente semplice ha ancora il suo spazio. Il punto è che semplicità e superficialità non sono la stessa cosa.

Molti spettatori, soprattutto sui social, hanno accolto il finale con una domanda che torna continuamente: gli sceneggiatori avevano davvero visto le stagioni precedenti? Qualcuno, scherzando ma non troppo, ha persino parlato di una class action contro chi ha scritto questi nuovi episodi.

Le questioni lasciate in sospeso sono tante. A partire dal fantasma di Eva. Presenza evocata per mesi e mai davvero affrontata. Oppure dal ritorno di Rudy, personaggio storico della serie, il cui ruolo appare poco chiaro dall’inizio alla fine della stagione.

E poi ci sono tutte quelle assenze che sembrano essere finite sotto il tappeto. Che fine hanno fatto gli Scaramozzino? E Maya? Avevamo lasciato Marco pronto a mollare tutto per stare con lei e oggi scopriamo che da dieci anni conduce un’altra vita, con una nuova compagna e persino un figlio. Alziamo le mani: forse noi non stiamo ricordando bene qualcosa.

Una svolta che avrebbe richiesto qualche spiegazione in più.

Anche perché Marco Cesaroni, interpretato da Matteo Branciamore, fatica a trovare una direzione credibile.

Il problema non riguarda solo i singoli protagonisti. È l’intero equilibrio della serie ad aver perso qualcosa. La rapida uscita di scena di Maurizio Mattioli priva Giulio di una delle sue spalle comiche più efficaci. Ricky Memphis svolge il suo compito con professionalità, ma la chimica è stata la stessa? E senza Max Tortora e il compianto Antonello Fassari il motore comico della serie gira inevitabilmente a regime ridotto.

Le nuove figure introdotte non riescono a colmare il vuoto. A partire dal personaggio interpretato da Lucia Ocone, che resta confinato in una dimensione più caricaturale che narrativa. E infine c’è la bottiglieria a cui noi vogliamo bene. Un tempo cuore pulsante della serie, luogo di incontri, litigi, confessioni e risate. Oggi appare spesso vuota, quasi malinconica. Una scenografia che sembra raccontare meglio di qualsiasi dialogo ciò che manca a questa nuova stagione.

Eppure, nonostante tutto, è difficile arrabbiarsi davvero con I Cesaroni. Sotto i buchi di trama, le incongruenze e le occasioni mancate continua a esserci una serie che ha accompagnato un’intera generazione. E così sia. Vogliamo subito una nuova stagione.

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