Il cibo diventa arte: al Chiostro del Bramante arriva ‘Food. Il gusto nell’arte

EVENTIOttobre 5, 2026

Il cibo come immagine, materia, memoria e desiderio, ma anche come strumento per raccontare identità, rituali e trasformazioni della società. Dal 17 ottobre 2026 il Chiostro del Bramante ospita a Roma “Food. Il gusto nell’arte”, mostra curata da Suzanne Landau e prodotta e organizzata da DART – Chiostro del Bramante.

Il percorso attraversa secoli e continenti per indagare la presenza del cibo nella storia dell’arte, mettendo in relazione opere storiche, moderne e contemporanee. Un elemento della quotidianità diventa così il punto di partenza per osservare il rapporto tra individuo e comunità, natura e cultura, permanenza e trasformazione.

Dal Cinquecento alle ricerche contemporanee, dalle nature morte alle installazioni, la mostra segue le molte forme assunte dal cibo nell’immaginario artistico. Il percorso è organizzato intorno a nuclei dedicati alla natura morta, al corpo, alla tavola e alla cucina, alla memoria, al gioco, al design, agli scambi globali, all’ecologia e al cinema.

A cambiare nel tempo non è soltanto il modo di rappresentare ciò che mangiamo. Il cibo passa progressivamente da soggetto dell’opera a materia stessa della creazione artistica, entrando in lavori che coinvolgono direttamente esperienza, percezione e relazione con lo spettatore.

La tavola, gli oggetti, gli ingredienti e i rituali legati al mangiare permettono quindi di osservare anche ciò che accade fuori dall’opera. Gusti e abitudini raccontano appartenenze, scambi culturali, trasformazioni economiche e sociali, mentre il rapporto con le risorse e con la produzione alimentare porta il percorso fino alle questioni ecologiche contemporanee.

“Food. Il gusto nell’arte” riunisce inoltre importanti prestiti e collaborazioni istituzionali. Dalle Ville e Residenze monumentali fiorentine arrivano diciassette opere restaurate provenienti dalla Villa Medicea di Poggio a Caiano, mentre la Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia partecipa con tre storici servizi da tavola.

Il progetto coinvolge anche Fondazione Brescia Musei, Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Galleria Borghese, Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Coldiretti.

Tra memoria individuale e storia collettiva, piacere e necessità, ritualità e consumo, il cibo diventa così una lente attraverso cui osservare l’arte e, insieme, il modo in cui le società hanno rappresentato sé stesse nel corso del tempo.

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