San Francesco attraverso i secoli: ad Arezzo una grande mostra da Botticelli a Gio Ponti

ARTEOttobre 5, 2026

A ottocento anni dalla morte di San Francesco, Arezzo dedica al santo una grande mostra che ne ricostruisce l’evoluzione iconografica dal Medioevo al Novecento. “L’immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento” è visitabile dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 tra la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e la Chiesa di Sant’Ignazio.

Il progetto assume un significato particolare proprio per il rapporto tra Francesco e il territorio aretino, scenario di alcuni episodi della sua vita, e riunisce quasi ottanta opere e documenti provenienti da musei, collezioni private, chiese, conventi e istituzioni italiane e internazionali.

Curata da Cristina Acidini, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e composto da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi, la mostra segue un percorso prevalentemente cronologico, affiancato da alcuni approfondimenti tematici. Dipinti, sculture, miniature, volumi antichi e tempere permettono di osservare come la rappresentazione di San Francesco sia cambiata nel corso dei secoli, riflettendo differenti sensibilità artistiche, culturali e religiose.

Il percorso riunisce opere di Margarito d’Arezzo, Maestro della Croce, Maestro di Figline, Tino di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Federico Barocci, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti e Gio Ponti.

Particolarmente significativa la rete dei prestiti costruita per l’esposizione. Le opere arrivano, tra gli altri, dal Metropolitan Museum of Art di New York, dalla National Gallery di Londra, dal Lindenau-Museum di Altenburg, dalla Pinacoteca Vaticana, dalle Gallerie degli Uffizi, dalla Galleria Borghese, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia e dal Museo Schifanoia di Ferrara.

Tra le opere esposte figura anche il “San Francesco” realizzato da Federico Barocci tra il 1600 e il 1604, proveniente dal Metropolitan Museum of Art di New York.

Una parte rilevante della mostra è costituita inoltre da lavori normalmente conservati in chiese, pievi, monasteri e conventi della Toscana e di altre regioni italiane. Opere difficilmente movimentate vengono riunite nello stesso percorso espositivo, offrendo la possibilità di confrontare rappresentazioni nate in periodi e contesti differenti.

Ne emerge una figura la cui immagine non rimane immutabile. La rappresentazione di Francesco si trasforma insieme alle epoche che la producono: cambia il linguaggio, mutano le forme della devozione e si modificano le esigenze della committenza e della società. L’iconografia diventa così anche uno strumento per leggere otto secoli di storia dell’arte e della cultura italiana.

La mostra si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi ed è un progetto del Comune di Arezzo e della Fondazione CR Firenze con la Fondazione Guido d’Arezzo, con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’anniversario e il sostegno di istituzioni territoriali e nazionali.

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