
“Gerri,” la fiction Rai che ha catturato l’Italia, è appena sbarcata su Netflix. Se non ne avete ancora sentito parlare, se non la conoscete, allora preparatevi, perché questa è una di quelle che non dovete assolutamente perdere. Quattro episodi di circa 100 minuti ciascuno, tratti dai romanzi di Giorgia Lepore.
Perché “Gerri” è un Must-Watch
Al centro di tutto c’è Gregorio “Gerri” Esposito, interpretato dal talentuoso Giulio Beranek. Gerri non è il solito ispettore di polizia, a differenza dei suoi colleghi spesso stereotipati, è un personaggio profondamente complesso e stratificato. La sua origine Rom non è un semplice dettaglio, ma una componente centrale della sua identità e del suo modo di percepire il mondo e affrontare le indagini. Questa caratteristica lo rende immediatamente diverso, portando in scena temi di identità, pregiudizio e integrazione che raramente vengono esplorati con tale sensibilità nelle fiction italiane. La scelta di un attore come Giulio Beranek, nato a Taranto, padre Ceco, madre di origini circensi , rafforza questa autenticità. Al contrario di molte serie poliziesche che si concentrano sul “chi è stato” e sulla pura azione investigativa, Gerri scava in profondità tematiche sociali molto attuali e spesso scomode. La serie non ha paura di affrontare argomenti come abusi e tratta di esseri umani, emarginazione e pregiudizio, fragilità maschile, proprio quella del protagonista.
Infatti, la sua indagine non è solo una caccia al colpevole. È spesso un viaggio introspettivo, con i casi che si intrecciano con i suoi traumi e le sue memorie, grazie a continui flashback. Questo aggiunge una dimensione psicologica che va oltre la semplice risoluzione del crimine. La serie non teme di rallentare per esplorare le motivazioni, le conseguenze emotive e il contesto sociale dei delitti, non ha fretta, segue i tempi del protagonista.
Pur essendo ambientata in Puglia, la serie si concentra meno sulla cartolina turistica e più su un’atmosfera che riflette la complessità dei personaggi e delle trame. C’è un senso di malinconia e profondità che pervade l’ambiente, in contrasto con l’immagine più vivace e solare che a volte viene associata a questa terra, soprattutto dalla cinematografia dell’ultimo periodo.
Nel cast, tra gli altri, Valentina Romani che è Lea Coen, figura professionale e metodica, più ligia alle regole e alle procedure rispetto all’approccio istintivo e a tratti anticonvenzionale di Gerri. Questa differenza genera una dinamica interessante tra i due, fatta di attriti iniziali, rispetto reciproco e una crescente intesa.
Non resta che accomodarvi, e buona visione!

Sono Antonietta Caragnano, ma chiamatemi Anto. Un’anima con la Puglia nel DNA e il mondo nel cuore, sempre pronta a scoprire e raccontare. Appassionata di natura, viaggi (“una dal trolley facile”!) e di tutto ciò che nutre corpo e spirito: cibo, vino, arte, sapere, incontri e racconti. Ho una formazione classica, studi in giurisprudenza, e un interesse spiccato per la lettura e la scrittura, da sempre mie complici nel fantasticare e sognare. Ho avuto il piacere di immergermi nel mondo del turismo, occupandomi, in tempi non sospetti, di curare le experience che rendevano indimenticabili i viaggi per chi scopriva il nostro paese. Dopo anni trascorsi a organizzare eventi e a tessere trame di comunicazione in giro per l’Italia, eccomi qui, come una figliola prodiga, di nuovo a Lecce.
Qui su Zazibou, mi dedico a scrivere storie e a condividere un po’ del mio mondo vagabondo, rientrata per ora a casa ma con un occhio sempre all’orizzonte. Chissà cosa ci riserva il futuro!