
Abbiamo letto per voi La follia dell’Hirameki, il nuovo libro di Mauro De Candia, pubblicato nell’ottobre 2024 da Edizioni La Gru. Ed è una lettura che ci ha colpiti profondamente. Sono solo 76 pagine, eppure dentro ci sono mondi, pensieri, paure, desideri, luci e abissi. Ci sono sei racconti che non si limitano a inseguire una trama, ma si rifrangono su sé stessi come riflessi nello specchio infranto di una coscienza: ogni storia si apre e si chiude come un origami emotivo, preciso e vertiginoso.
C’è un respiro che unisce questi racconti: quello dell’introspezione, della giustizia personale, dell’illusione che diventa identità, del pregiudizio che sfuma nella verità, della dissociazione come forma di sopravvivenza. E soprattutto dell’hirameki, la parola giapponese che indica l’intuizione improvvisa, la folgorazione mentale. È proprio questo concetto, sospeso tra rivelazione e squilibrio, a fare da filo conduttore invisibile ma potente: ogni personaggio si muove all’interno di un’illuminazione che, spesso, è anche un salto nel buio.
Si parte da Bari e Matera, ma ci si ritrova anche a Tokyo e a Nova Gorica. I luoghi non sono sfondi, ma membrane porose tra l’esterno e l’interiore, tra ciò che si vede e ciò che si sente. Tuttavia, il vero viaggio è quello che si compie nei meandri dell’animo umano.
Come Susanna, protagonista di uno dei racconti più intensi del libro, che abbandona il guscio dell’infanzia per lanciarsi nel mondo degli adulti con un atto di profondo altruismo, mettendo in pericolo se stessa pur di dare un apporto al genere umano. O come nel racconto in cui viene affermata, con assoluta verità, una frase che potrebbe essere un piccolo manifesto poetico: “I gatti sanno recitare la parte dei guardiani scrupolosi”. Ecco, è in questo tipo di frasi che si cristallizza lo stile di De Candia: un equilibrio sottile tra visionarietà e concretezza, tra lirismo e sguardo clinico, tra il passo lento del racconto e l’urgenza della confessione.
Mauro De Candia, insegnante, poeta, e ora narratore, arriva alla prosa con una scrittura consapevole e coraggiosa, che lascia spazio al lettore, che non impone ma suggerisce, che non giudica ma accompagna. È raro incontrare racconti così brevi e al tempo stesso così profondi, capaci di evocare un mondo interiore con pochi tratti, come se ogni parola fosse stata scelta con la stessa cura con cui si dosa una medicina potente.
La follia dell’Hirameki è un libro da leggere lentamente, da assaporare, da rileggere anche. Perché ogni racconto può rivelare qualcosa di nuovo alla seconda, terza, quarta lettura. Perché dentro c’è una forma di verità che non urla, ma sussurra. Una verità che non pretende di spiegare, ma che si lascia intuire — come un hirameki.
Zazibou lo consiglia a chi ama la scrittura intensa, stratificata, sottopelle. A chi non ha paura di guardarsi dentro. A chi cerca nella letteratura un incontro più che una fuga.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.