Recensione – Tutta la verità delle mie bugie: su Netflix l’amore vince ancora. E meno male

serie tvAgosto 29, 2026

Abbiamo visto Tutta la verità delle mie bugie e possiamo dirlo subito: non aspettatevi la serie che cambierà per sempre la storia della televisione. Aspettatevi, piuttosto, quella che potreste iniziare una sera senza troppe pretese e finire molto prima del previsto. Cinque episodi, un gruppo di amici, un camper, sentimenti tenuti nascosti abbastanza a lungo da diventare inevitabilmente un problema e una storia d’amore che si presenta con tutti gli ingredienti necessari per farci sperare, ancora una volta, che alla fine vinca lei.

La nuova miniserie spagnola di Netflix è tratta dal romanzo omonimo di Elísabet Benavent, nome che gli appassionati del genere conoscono bene grazie anche a Valeria e Un racconto perfetto. Al centro della storia troviamo Coco e Marín, migliori amici e coinquilini. Coco, però, è innamorata di lui e la situazione sarebbe già sufficientemente complicata se Marín non fosse anche l’ex di Aroa, una delle sue migliori amiche. Intorno a loro ci sono Gus, Loren e Blanca e proprio l’addio al nubilato di quest’ultima mette in moto la storia: tutti insieme su un camper, in viaggio, con una quantità di segreti decisamente superiore allo spazio disponibile.

È una premessa semplice e anche piuttosto furba. Mettere un gruppo di amici dentro un camper significa costringerli a stare insieme proprio quando avrebbero bisogno di prendere le distanze. Non servono grandi artifici: basta farli mangiare, bere, dormire, discutere e spostarsi nello stesso spazio mentre le cose che non si sono detti cominciano a pesare più dei bagagli. La serie utilizza così il viaggio non soltanto come scenario, ma come meccanismo narrativo: ogni tappa sposta un po’ più avanti la storia e un po’ più vicino i personaggi al momento in cui qualcuno dovrà necessariamente dire la verità.

Tutta la verità delle mie bugie appartiene senza esitazioni alla famiglia delle commedie romantiche contemporanee. Non prova a nasconderlo e, soprattutto, non sembra avere alcun complesso nei confronti del genere. Il suo gioco non consiste tanto nel sorprenderci sulla destinazione, quanto nel complicare la strada per arrivarci. Del resto, quando guardiamo una rom-com sappiamo benissimo che due persone continueranno a girarsi intorno mentre noi dal divano abbiamo capito tutto parecchio tempo prima di loro. Il bello sta proprio lì: negli errori, nei tempi sbagliati, nelle gelosie, nelle occasioni perse e nella certezza quasi infantile che prima o poi qualcuno farà finalmente la cosa giusta.

Dal punto di vista tecnico la serie sceglie una formula agile. Sono soltanto cinque episodi, diretti da María Togores e Marina Pérez, con la sceneggiatura firmata da Marina Pérez e Montaña Marchena. La produzione è di Plano a Plano, già dietro gli adattamenti Netflix di Valeria e Un racconto perfetto, mentre la stessa Elísabet Benavent figura tra i produttori esecutivi. Nel cast troviamo Itziar Manero nel ruolo di Coco e Daniel Ibáñez in quello di Marín, insieme a Ricardo Gómez, Lucía de la Fuente, Brays Efe e Clara Sans.

La durata contenuta è probabilmente una delle scelte migliori. Cinque puntate impediscono alla storia di trasformare ogni esitazione sentimentale in una questione di Stato e mantengono il racconto dentro il territorio che gli appartiene: leggero, sentimentale, veloce. Anche visivamente la dimensione del viaggio contribuisce a dare movimento a una trama che, sulla carta, vive soprattutto di rapporti e conversazioni. Cambiano i paesaggi, cambiano le tappe, ma il vero viaggio resta quello tra i personaggi e le loro bugie.

Non tutto deve essere oscuro, traumatico o moralmente ambiguo per meritare qualche ora del nostro tempo. Abbiamo passato anni a innamorarci di antieroi, assassini, famiglie disfunzionali, futuri distopici e protagonisti che avrebbero bisogno più di uno psicoterapeuta che di una seconda stagione. Ogni tanto possiamo concederci anche un camper pieno di trentenni sentimentalmente confusi.

Zazibou quindi la consiglia soprattutto a una categoria di spettatori che conosciamo molto bene: quelli che possono dichiararsi cinici quanto vogliono, ma davanti a due personaggi che si cercano continuano segretamente a sperare nella stessa cosa. Che dopo le bugie arrivino le verità, dopo gli equivoci arrivino le dichiarazioni e, soprattutto, che alla fine l’amore trionfi.

Siamo ancora qui per questo. E non ce ne vergogniamo affatto.

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Popular Now
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...