Il 17 giugno è stata la giornata mondiale contro la desertificazione

LifestyleGiugno 19, 2025

In un contesto come quello del Salento, colpito duramente dalla Xylella e dalla desertificazione, un’iniziativa che metta le mani nella terra per piantare nuovi alberi è esattamente ciò che serve. “Manu Manu Riforesta!” agisce proprio in questo ambito e  suggerisce  un approccio pratico e partecipativo, dove l’impegno individuale e collettivo si traduce in un gesto concreto di rinascita ambientale.

La Parola d’Ordine è “Riforestare”!

Di fronte a questo scenario apocalittico, emerge una nuova generazione di “guerrieri” della terra, i “cercatori d’acqua”. Non sono geologi o rabdomanti, ma uomini e donne, associazioni e movimenti che cercano la linfa vitale, non solo l’acqua fisica, ma anche quella della speranza e della rinascita.

Progetti come “Manu Manu Riforesta!”, il cui nome evoca il tempo che passa, mano mano appunto, e le mani che   si prendono cura, sono la dimostrazione che il Salento non vuole arrendersi. Sono iniziative che mettono al centro l’azione concreta, la piantumazione di nuove specie, ma non gli ulivi malati del passato. Si tratta di un ritorno alle origini, alla biodiversità dimenticata: lecci, querce, carrubi, lentischi, mirto e altre specie autoctone che un tempo popolavano questi luoghi, prima che la monocultura olivicola prendesse il sopravvento. Sono partiti nell’inverno del 2020 da Kurumuni, un terreno a Miggiano, il cui toponimo deriva dal griko e significa germoglio. Questo terreno, ottenuto in comodato d’uso dall’azienda agricola Merico, è diventato il loro progetto pilota di agro-forestazione, con la prima piantumazione di specie come querce, leccio, carrubo, alloro, lentisco, viburno, alaterno, rosmarino, corbezzolo, pungitopo, rosa canina, noce, melo cotogno e melograno.

Come lavorano?

Acquisiscono i terreni abbandonati, attraverso   acquisto, comodato d’uso, donazione o affitto, e lavorano instancabilmente per recuperare le aree incolte.

Sensibilizzano  e coinvolgono,  collaborando con le comunità locali e con l’Università del Salento e il suo Orto Botanico.

Ricostruire foreste significa ricreare ecosistemi complessi, capaci di resistere meglio a future minacce climatiche e patologiche. La biodiversità è la migliore assicurazione.

Ogni albero piantato è un piccolo polmone che assorbe anidride carbonica, contribuendo a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

La riforestazione può innescare nuove economie locali, legate al recupero del paesaggio, al turismo sostenibile e a nuove pratiche agricole diversificate, offrendo opportunità per i giovani e per chi non vuole abbandonare questa terra.

La battaglia è lunga e complessa. Richiede risorse, impegno e una visione a lungo termine. Richiede un dialogo costante tra istituzioni, agricoltori, scienziati e cittadini. Ma soprattutto, richiede un atto d’amore per una terra ferita, un atto di fiducia nel suo potenziale di rinascita, un atto di responsabilità per il futuro!

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