DESIDERIUM. Poetiche della mancanza e tensioni del desiderio nell’arte contemporanea

MostreARTEGennaio 26, 2026

Con DESIDERIUM, Gina Affinito costruisce un progetto curatoriale che affonda le proprie radici in una nozione antica e stratificata: il desiderium latino, inteso non come semplice aspirazione, ma come mancanza generativa, come ferita originaria che apre allo slancio verso l’oltre. La mostra, ospitata negli spazi storici di Palazzo Pisani Revedin, si configura come un dispositivo poetico e teorico insieme, capace di restituire il desiderio nella sua duplice natura di assenza e tensione creativa, di perdita e possibilità.

Il percorso espositivo si sviluppa come una costellazione di linguaggi artistici eterogenei – pittura, scultura, fotografia, installazione, ricerca materica e sperimentazione visiva – che dialogano tra loro senza mai risolversi in una narrazione univoca. Al contrario, DESIDERIUM si muove per frammenti, per orbite emotive che si attraggono attorno a un centro comune fatto di mancanza, slancio, attesa e trasformazione. Le opere non illustrano il desiderio: lo incarnano, lo mettono in tensione, lo contraddicono, lo attraversano.

Il desiderio emerge così come forza primordiale che deforma il tempo e lo spazio, come energia che spinge l’essere umano a cercare ciò che non c’è ancora o che non c’è più. Nelle sale del palazzo veneziano, la figurazione si confronta con corpi desideranti e sguardi in tensione, mentre l’astrazione si fa movimento puro, vibrazione cromatica e attraversamento della materia. L’informale scava nella superficie per portare alla luce ciò che resta nascosto, ciò che ancora non ha nome, trasformando il gesto artistico in atto di rivelazione.

Ogni opera si presenta come interpretazione personale e intensa del tema: alcune evocano la nostalgia per ciò che è stato e non tornerà, altre si protendono verso futuri possibili, verso quelle “stelle mancanti” che diventano metafora di senso, cura e connessione. Altre ancora abitano la soglia vertiginosa tra presenza e assenza, dove il desiderio si manifesta come domanda più che come risposta.

Il progetto assume così la forma di un atlante emotivo del desiderio contemporaneo, fragile e ostinato, contraddittorio e vitale. DESIDERIUM non offre soluzioni, ma orientamenti, come le stelle che non si raggiungono ma indicano la rotta. In un’epoca che sembra aver smarrito la capacità di desiderare autenticamente, la mostra rivendica il diritto al desiderabile come spazio di resistenza poetica e di immaginazione.

Gli interni di Palazzo Pisani Revedin, con la loro luce filtrata e l’atmosfera sospesa tra storia e contemporaneità, diventano parte integrante del racconto curatoriale. L’architettura dialoga con le opere, creando un continuo gioco di risonanze tra passato e presente, tra memoria e visione, che riflette l’essenza stessa del desiderio: guardare avanti senza dimenticare ciò che è stato.

Il parterre di artisti coinvolti – Ademara, Nadia Boneccher Azzoni, Laura Casali, Michela Cassa, Angela Cortese, Donatella D’Angelo, Mauro Demozzi, Desart2, Silvia Gabardi, GF Art Casamassima & Mansi, GPaolo, Lorenzo P. Lombardo, Antonio Lunati, Rosita Lusignani, Emanuela Magnaghi, Maria Teresa Manenti, Agata Manowska, Giuliana Natali, Giuseppe Oliva, Franco Originario, Cecilia Prete, Silvia Puppini, Pasquale Ricci, Cristina Stellini, Cristina Stoppa, Paola Strada – contribuisce a costruire un mosaico complesso e stratificato, in cui ogni voce arricchisce il discorso collettivo sul desiderio come condizione esistenziale e motore dell’atto creativo.

DESIDERIUM si configura dunque non solo come mostra, ma come spazio di sospensione tra reale e ipotetico, tra ciò che è visibile e ciò che resta in potenza. Un interstizio in cui l’arte diventa strumento per sondare le mancanze del presente e, al tempo stesso, per evocare nuove possibilità di senso e che invita il pubblico a percorrere le sale con sguardo aperto, a sostare nelle zone d’ombra dove nascono le domande necessarie, a riconoscere nella mancanza non solo una ferita, ma anche la promessa di una pienezza ancora da immaginare.

Palazzo Pisani Revedin – Future’s Art Gallery, Venezia
31 gennaio – 7 febbraio 2026

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...