
Materia e istinto da una parte, paradosso e possibilità dall’altra. Gianfranco Asveri e Gianmaria Giannetti arrivano a Ostuni con RANDAGI, bipersonale che dal 12 al 30 settembre chiude la stagione espositiva della project room di Orizzonti Arte Contemporanea.
A metterli insieme è una vicinanza che non passa dalla somiglianza. Gianfranco Asveri e Gianmaria Giannetti hanno linguaggi, percorsi e immaginari differenti, ma condividono una pittura insofferente alle forme definitive, interessata piuttosto a ciò che può accadere sulla superficie quando il gesto prende una direzione imprevista.
È da questa affinità che nasce RANDAGI, la mostra che inaugura sabato 12 settembre alle 19 alla Galleria Orizzonti Arte Contemporanea, in Piazzetta Cattedrale, nel centro storico di Ostuni. L’esposizione, accompagnata da un testo di Francesco Trentarossi, resterà aperta fino al 30 settembre.
Il dialogo tra Asveri e Giannetti parte da un’intuizione di Maurizio Sciaccaluga, che aveva individuato nelle loro ricerche una consonanza sotterranea. Nessuna appartenenza comune e nessuna discendenza da ricostruire: piuttosto, due modi differenti di utilizzare la pittura per interrogare ciò che abbiamo davanti.
Nelle opere di Gianfranco Asveri il rapporto con la natura è fisico, quasi istintivo. Animali, figure, materia e segni sembrano arrivare sulla superficie prima ancora di essere organizzati in una narrazione. La pittura non cerca la precisione della descrizione: passa dall’emotività, dalla memoria e da uno sguardo affettivo sul mondo animale, fino a trasformare ciò che viene osservato in una presenza immediata.
Gianmaria Giannetti si muove invece nel territorio dell’incertezza. Parole, figure e segni entrano in immagini che sembrano continuamente sul punto di diventare qualcos’altro. Il suo lavoro insiste sulla distanza tra quello che vediamo e quello che potrebbe esistere, facendo del paradosso e dell’ironia strumenti per aprire nuove possibilità.
Sono quelle che l’artista definisce “possibilità impossibili”: ipotesi che non servono a evadere dalla realtà, ma a mostrarne le alternative nascoste.
Ed è proprio qui che i due percorsi finiscono per incontrarsi. Asveri arriva attraverso materia, natura e gesto; Giannetti attraverso parola, dubbio e paradosso. Entrambi rifiutano però l’idea dell’opera come qualcosa di definitivamente risolto.
Sul fondo compare anche Gilles Deleuze e la sua idea della pittura come forza e sensazione prima ancora che rappresentazione. Un riferimento che permette di leggere RANDAGI non soltanto come confronto tra due linguaggi, ma come uno spazio nel quale la pittura torna a essere possibilità.
Il titolo raccoglie questa libertà: randagi sono i segni, le figure, le intuizioni che non accettano un recinto preciso. E randagia diventa anche la pittura, quando smette di confermare ciò che conosciamo e prova a mostrarci quello che ancora non ha una forma.
RANDAGI – Gianfranco Asveri / Gianmaria Giannetti
Testo di Francesco Trentarossi
12–30 settembre 2026
Inaugurazione sabato 12 settembre, ore 19
Galleria Orizzonti Arte Contemporanea
Piazzetta Cattedrale, Ostuni (BR)

Dalla tribou di Zazibou






