Arte pubblica e comunità: tre nuove opere permanenti lungo la Via della Lana e della Seta

ARTEGiugno 15, 2026

Fare comunità assume la forma di un sentiero, di una sorgente, di una storia raccolta dagli abitanti. Sull’Appennino bolognese l’arte contemporanea incontra il paesaggio e le persone che lo vivono ogni giorno grazie a “Fare comunità: arte pubblica lungo la Via della Lana e della Seta”, progetto promosso dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e coordinato dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, che consegna al territorio tre nuove opere permanenti firmate da Attila Faravelli ed Enrico Malatesta, Mario Airò e Rachele Maistrello.

L’iniziativa conclude un percorso triennale inserito nel progetto CLoSER – Comunità Locale Sostenibile Ecologica e Rurale, sostenuto dal PNRR. Al centro si colloca la Via della Lana e della Seta, itinerario che unisce Bologna e Prato, trasformata in uno spazio di incontro tra creatività contemporanea, patrimonio naturale e conoscenze locali.

A Castiglione dei Pepoli prende forma Ciglia, realizzata da Faravelli e Malatesta. L’opera si sviluppa come un percorso di ascolto lungo il sentiero che collega il Rifugio Abetaia Ranuzzi Segni a Rasora. Attraverso una serie di esercizi proposti ai camminatori, il paesaggio diventa esperienza sensoriale e occasione per affinare la percezione dei legami che uniscono esseri umani, suoni e ambiente.

A Burzanella, nel comune di Camugnano, Airò presenta Sorgente Zoe, una fontana in pietra arenaria che richiama la presenza della sorgente del torrente Vezzano. L’acqua, elemento generativo e simbolico, racconta la memoria geologica del luogo e il rapporto tra natura e insediamento umano. La fontana si presenta come un segno di fondazione, capace di evocare il tempo lungo del territorio.

Ai Fienili del Campiaro, nel territorio di Grizzana Morandi, Maistrello firma Fuochi fatui, una serie di sculture che emergono dal prato come apparizioni enigmatiche. Le forme derivano dall’elaborazione di gocce d’acqua e richiamano le luci misteriose che popolano racconti e tradizioni popolari. Le opere invitano lo sguardo a cercare significati, immagini e connessioni, alimentando una continua relazione tra immaginazione e realtà.

Il progetto trova la sua forza nel coinvolgimento diretto delle comunità locali. Associazioni, pro loco, gruppi di volontariato e abitanti hanno contribuito alla costruzione delle opere condividendo memorie, competenze e racconti. Il paesaggio assume così il valore di un bene comune, capace di custodire storie, relazioni e prospettive future.

Il 23 maggio una camminata collettiva ha collegato Burzanella e Grizzana Morandi inaugurando simbolicamente le opere di Airò e Maistrello. Un gesto che restituisce il senso più profondo dell’iniziativa: fare dell’arte un’occasione di incontro e del territorio un luogo da abitare insieme.

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