Mi stai sulla pelle: a Ostuni una mostra che racconta il corpo come archivio di memoria

ARTELuglio 8, 2026

Dal 18 luglio al 9 agosto la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea ospita “Mi stai sulla pelle”, la mostra bipersonale di Vania Elettra Tam e AjnoS, curata da Carlo Micheli. Un progetto espositivo che sceglie il corpo come luogo di racconto, trasformando la pelle in una superficie dove si depositano esperienze, relazioni, ricordi e cambiamenti.

L’inaugurazione è in programma sabato 18 luglio alle ore 19 negli spazi della galleria nel centro storico di Ostuni. Il titolo suggerisce fin da subito una doppia lettura: un’espressione del linguaggio quotidiano che diventa metafora di tutto ciò che lascia un’impronta, nel bene e nel male, fino a entrare a far parte della nostra identità.

Le opere di Vania Elettra Tam sviluppano il ciclo “Mi ricompongo”, una ricerca in cui il tatuaggio assume il valore di scrittura autobiografica. I corpi diventano pagine sulle quali convivono riferimenti musicali, citazioni, ironia e frammenti di vita personale. I segni impressi sulla pelle raccontano relazioni concluse, passioni, trasformazioni e ricordi che continuano a esistere anche quando il tempo sembra averli allontanati. Ogni figura conserva tracce che parlano di identità in continua evoluzione, in un equilibrio tra leggerezza narrativa e profondità emotiva.

La ricerca di AjnoS procede lungo una direzione diversa ma complementare. Le sue figure dagli occhi amplificati sembrano assorbire ciò che le circonda, mentre i quattro elementi della natura – terra, acqua, aria e fuoco – diventano componenti essenziali del corpo umano. Le opere costruiscono un dialogo costante tra dimensione interiore e ambiente naturale, suggerendo una continuità tra la materia che costituisce l’essere umano e quella del paesaggio.

Il progetto curatoriale mette così in relazione due linguaggi differenti che condividono una riflessione comune sul corpo come archivio di esperienze. Da una parte la pelle custodisce la memoria individuale, dall’altra restituisce il legame profondo con gli elementi della natura. Ne emerge una mostra che invita a osservare il corpo come uno spazio narrativo, dove ogni segno conserva il passaggio del tempo e ogni trasformazione contribuisce alla costruzione dell’identità.

“Mi stai sulla pelle” rimarrà visitabile fino al 9 agosto 2026, offrendo al pubblico un’occasione per conoscere due percorsi artistici contemporanei accomunati dall’idea che la pelle rappresenti molto più di un semplice confine fisico: è una superficie sulla quale il vissuto continua a lasciare la propria impronta.

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