Free Bert: l’abbiamo visto (e non ce lo aspettavamo così). Una serie che cambia pelle episodio dopo episodio

serie tvGennaio 26, 2026

Lo ammettiamo: abbiamo iniziato Free Bert senza troppe aspettative. Quelle classiche serie che sembrano partire leggere, quasi da comedy semplice e che pensi di guardare distrattamente mentre fai altro. E invece no. Perché Free Bert gioca proprio su questo: all’inizio non sembra quello che poi diventa.

Dunque, abbiamo visto Free Bert, la nuova serie Netflix con protagonista il comico americano Bert Kreischer, e dobbiamo dirlo: non ce l’aspettavamo così. Quella che all’inizio sembra una classica sitcom ironica e un po’ sopra le righe, si trasforma episodio dopo episodio in un racconto più sfaccettato, capace di alternare risate imbarazzate a momenti decisamente più sinceri.

La serie segue una versione romanzata dello stesso Kreischer, alle prese con la vita familiare e con l’ingresso delle sue figlie in una scuola privata super esclusiva di Beverly Hills. Il suo modo di essere diretto, disordinato e completamente fuori posto rispetto all’ambiente patinato che lo circonda diventa il motore di situazioni comiche, ma anche il pretesto per raccontare dinamiche sociali, aspettative e piccoli conflitti quotidiani.

All’inizio Free Bert sembra puntare tutto sulla comicità cringe e sulle differenze di stile di vita tra Bert e gli altri genitori super chic. Ma andando avanti emergono anche temi più profondi: il rapporto con le figlie, la difficoltà di restare se stessi in un mondo che ti chiede continuamente di adattarti, e quel confine sottile tra libertà personale e responsabilità.

Accanto a Bert Kreischer troviamo Arden Myrin nel ruolo della moglie LeeAnn, e le giovani Ava Ryan e Lilou Lang nei panni delle figlie, che riescono a dare alla serie una dimensione familiare credibile e meno caricaturale di quanto ci si aspetterebbe. Il consiglio, quindi, è di non fermarsi alla prima puntata perché Free Bert cambia passo col tempo e mostra una scrittura più attenta di quanto lasci intendere l’avvio leggero.

E poi c’è il finale. Decisamente aperto. Uno di quei finali che non chiudono il cerchio ma anzi fanno pensare chiaramente a un seguito. Se ci sarà un secondo capitolo (e tutto sembra andare in quella direzione), possiamo aspettarci un nuovo round delle avventure di Bert, probabilmente sempre fuori dagli schemi… e sì, magari ancora senza maglietta.

Qui il trailer: https://youtu.be/Ei-bNnwnvB0

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