
Nell’ambito di un articolato progetto scientifico-culturale ed educativo dedicato a Guglielmo Marconi, patrocinato e sostenuto dal Comitato nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario della nascita, il Settore Musei Civici del Comune di Bologna ha presentato presso la Sala Conferenze del MAMbo | Museo Morandi INTERVAL SIGNALS, installazione sonora permanente ideata dall’artista internazionale Susan Philipsz. L’opera è realizzata grazie alla collaborazione tra MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e NEU Radio – Nuova Emittente Urbana, con la curatela di Lorenzo Balbi.
La presentazione pubblica ha visto la partecipazione di Giorgia Boldrini, capo Dipartimento Cultura e direttrice del Settore Musei Civici del Comune di Bologna; Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo e curatore del progetto; Giulia Fortunato, presidente della Fondazione Guglielmo Marconi e del Comitato nazionale per le Celebrazioni; Susan Philipsz, artista; Caterina De Feo, presidente dell’Associazione Humus (NEU Radio). Sono inoltre intervenute Francesca Riccioni, dottoranda in Didattica e Storia della Fisica presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna, con un contributo dedicato al rapporto tra suono e radiazione elettromagnetica, e Martina Bacaro, ricercatrice post-doc in Filosofia delle Scienze Cognitive, con un intervento sul tema delle connessioni invisibili tra tecnologia e percezione.
Il progetto si inserisce nel contesto delle celebrazioni per Guglielmo Marconi, nato a Bologna il 25 aprile 1874, premio Nobel per la Fisica nel 1909 e figura centrale nello sviluppo della telegrafia senza fili e della radio. A partire dagli esperimenti condotti a Villa Griffone nel 1895, le sue ricerche hanno dato avvio a una trasformazione radicale dei sistemi di comunicazione, aprendo la strada alla radiofonia e a successive applicazioni scientifiche e tecnologiche.
Nel panorama artistico contemporaneo, Susan Philipsz è riconosciuta come una delle principali interpreti dell’installazione sonora site-specific. Il suo lavoro si concentra sulle potenzialità scultoree e psicologiche del suono e sulla sua capacità di dialogare con l’architettura e la memoria dei luoghi.
INTERVAL SIGNALS è composto da registrazioni realizzate dall’artista su un vibrafono, a partire dai cosiddetti segnali radiofonici di intervallo: brevi sequenze musicali utilizzate storicamente per identificare una stazione radio o accompagnare le pause di trasmissione. Diffusi a partire dagli anni Venti e Trenta del Novecento, questi segnali costituiscono un elemento emblematico della storia della radio, oggi rielaborato come materiale artistico.
A partire dal 16 dicembre 2025, l’opera viene trasmessa in diretta streaming ventiquattro ore su ventiquattro attraverso il sito www.intervalsignals.it. Il progetto prevede che chiunque, da qualsiasi parte del mondo, possa ascoltare in tempo reale la stessa traccia sonora, trasformando la trasmissione in un’esperienza condivisa e sincronica.
A precedere la messa online del sito, un’azione simbolica ha segnato l’avvio del progetto: il 15 dicembre è stata installata sul tetto del MAMbo un’antenna collegata a un trasmettitore che, per alcune ore, ha diffuso i segnali dell’opera, richiamando il gesto originario delle prime trasmissioni radiofoniche.
A completamento del lavoro, Philipsz ha realizzato anche un breve film in pellicola 16 mm, disponibile sul sito del progetto, che riprende la città di Bologna dall’alto della Torre Prendiparte, restituendone l’atmosfera e inscrivendo visivamente il flusso dei segnali sonori nel paesaggio urbano.
Con INTERVAL SIGNALS, l’artista mette in relazione la dimensione storica delle onde radio, legata all’eredità marconiana, con la loro attuale funzione di veicolo immateriale di memoria e connessione. L’opera si configura come un dispositivo permanente che intreccia arte, scienza e tecnologia, trasformando la trasmissione sonora in un monumento contemporaneo e immateriale.
L’installazione entra a far parte della collezione permanente del MAMbo e si affianca alle altre iniziative realizzate tra il 2024 e il 2025 nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Marconi, tra cui progetti espositivi, attività performative e programmi educativi rivolti alle scuole, promossi in collaborazione con istituzioni culturali, scientifiche e accademiche del territorio.
Susan Philipsz vive e lavora a Berlino. Nel 2010 ha ricevuto il Turner Prize. Il suo lavoro è stato presentato in importanti istituzioni internazionali, tra cui Tate Modern e Tate Britain a Londra, MoMA di New York, Hamburger Bahnhof di Berlino, Castello di Rivoli a Torino, oltre a partecipazioni a manifestazioni come documenta e Skulptur Projekte Münster.

Dalla tribou di Zazibou