
Cinema, archeologia e memoria collettiva si incontrano a Parabita con EX-POSTER. Della morte, dell’amore e di altri racconti, nuovo intervento di Rä di Martino che sarà inaugurato sabato 10 ottobre nell’ambito di Ipogea, progetto dedicato al rapporto tra arte contemporanea e territorio.
Curata da Davide Giannella, con la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, l’opera nasce dall’incontro tra due patrimoni apparentemente lontani della città: il Museo del Manifesto di Rocco Coronese, con il suo archivio di locandine cinematografiche, e la Grotta delle Veneri, sito archeologico che conserva testimonianze della presenza umana risalenti al Paleolitico.
A collegare questi due universi è il cinema, utilizzato da Rä di Martino come dispositivo attraverso il quale realtà, memoria e finzione possono continuamente sovrapporsi. Le locandine dell’archivio vengono reinterpretate e messe in relazione con immagini appartenenti alla storia del cinema e con manifesti di film mai realizzati.
Nasce così una sorta di filmografia immaginaria di Parabita, costruita a partire da documenti reali, ricordi e invenzioni. Il confine tra ciò che è accaduto e ciò che avrebbe potuto accadere diventa volutamente instabile, lasciando allo spettatore la possibilità di ricostruire nuove narrazioni.
Uno dei punti di partenza è la storia dei due scheletri rinvenuti nella Grotta delle Veneri, conosciuti come gli “amanti” o gli “innamorati” per la posizione della sepoltura. Una lettura sentimentale che non rappresenta un dato scientificamente accertato, ma che nel tempo ha trasformato una testimonianza archeologica nell’origine di un racconto.
È proprio questa distanza tra documento e immaginazione a interessare Rä di Martino. EX-POSTER mette insieme il Paleolitico, la storia delle sale cinematografiche e la possibilità di inventare futuri alternativi, facendo convivere scoperta archeologica e costruzione fantastica, memoria personale e racconto condiviso.
Anche la collocazione dell’opera diventa parte integrante del progetto. Il video HD è installato sulla facciata del Cineteatro Moderno, occupando la nicchia che un tempo accoglieva le locandine dei film. Chiuso da diversi anni e attualmente interessato da un intervento di restauro che lo trasformerà in un centro culturale polifunzionale, l’edificio torna così simbolicamente alla sua funzione originaria: mostrare immagini e generare racconti.
Lo spazio urbano diventa quindi un archivio aperto nel quale cinema, storia locale e arte contemporanea si sovrappongono. Una modalità che prosegue il percorso di Ipogea, avviato nel 2025 per lavorare sul patrimonio sotterraneo di Parabita, dai frantoi ipogei alle cavità e alle architetture scavate nella pietra.
Dopo La Grotta di Francesco Arena e L’uomo che cammina all’indietro di Rossella Biscotti, il nuovo intervento di Rä di Martino porta la ricerca in superficie, ma continua a interrogare ciò che rimane nascosto: frammenti di storia, immagini, racconti e memorie che possono essere recuperati e trasformati dall’arte.
La presentazione pubblica di EX-POSTER. Della morte, dell’amore e di altri racconti è in programma sabato 10 ottobre alle 18 in via Giovanni Vinci 6, nelle immediate vicinanze dell’opera.

Dalla tribou di Zazibou






