
Dopo aver trasformato le edicole votive del centro storico in un museo diffuso con il progetto Votiva, Parabita amplia il proprio percorso dedicato all’arte pubblica con Ipogea, un programma che porta la ricerca contemporanea nei luoghi sotterranei della città. Il nuovo appuntamento è fissato per giovedì 23 luglio, quando verrà inaugurata “L’uomo che cammina all’indietro”, l’opera permanente realizzata da Rossella Biscotti.
L’iniziativa rientra nel progetto Parabita per il contemporaneo, promosso dal Comune su un’idea del sindaco Stefano Prete, con la cura di Carmelo Cipriani e la direzione artistica di Giovanni Lamorgese.
Il fulcro dell’intervento è un’antica macina in pietra, reinterpretata come dispositivo narrativo sul rapporto tra memoria e trasformazione. La ruota, simbolo di progresso e tra le prime grandi invenzioni dell’umanità, viene riletta secondo una prospettiva inaspettata: sulla sua superficie una scritta in ottone, disposta lungo un andamento spiraliforme, compone la frase “L’uomo che cammina all’indietro”. Il testo segue una direzione opposta rispetto alla rotazione della macina, creando una tensione visiva che suggerisce un’idea di tempo costruita su ritorni, cicli e ripensamenti.
L’opera trova spazio all’inizio di via Bartolo Ravenna, proprio dove prende avvio anche il percorso di Votiva. La collocazione rafforza il dialogo tra i due progetti, pensati come parti di una stessa narrazione urbana: da una parte la superficie della città, dall’altra il patrimonio ipogeo costituito da antichi frantoi e cavità scavate nella roccia, testimonianze della storia produttiva del territorio.
Ipogea nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare questi spazi attraverso interventi artistici site specific, affidando agli artisti il compito di interpretare materiali, memorie e paesaggio. La prima tappa del progetto aveva visto protagonista Francesco Arena con l’installazione permanente “La Grotta”, dedicata al rapporto tra archeologia, pietra e memoria collettiva.
La ricerca di Rossella Biscotti si inserisce perfettamente in questo contesto. L’artista, presente in importanti manifestazioni internazionali come la Biennale di Venezia, documenta 13 e la Biennale di Sharjah, sviluppa da anni una pratica che intreccia scultura, installazione, suono e ricerca storica, affrontando temi legati alla memoria, alle istituzioni, all’ambiente e alle trasformazioni sociali.
L’inaugurazione dell’opera è prevista alle 20 del 23 luglio. La serata proseguirà dalle 21.15 con visite guidate dedicate ai percorsi di Votiva e Ipogea, offrendo l’opportunità di scoprire come l’arte contemporanea stia diventando uno strumento di valorizzazione del patrimonio storico di Parabita e di costruzione di una nuova identità culturale del territorio.

Dalla tribou di Zazibou