Palazzo Maffei si rinnova: a Verona entra in collezione Il sogno del melograno di Felice Casorati

CULTURAARTEDicembre 19, 2025

Palazzo Maffei, nel cuore di Verona, continua ad arricchire il proprio percorso museale con nuove opere che ampliano e rinnovano il dialogo tra epoche, linguaggi e sensibilità artistiche. Tra le novità più rilevanti di questi mesi spicca l’ingresso in collezione di Il sogno del melograno (1912) di Felice Casorati, uno dei capolavori più affascinanti e rari della pittura italiana del primo Novecento.

Accanto a Casorati, le sale del museo ospitano importanti lavori di Dürer, Hayez, Boccioni, Osvaldo Licini, Paul Klee, Giulio Paolini, Mirko Basaldella e Anna Galtarossa, oltre a reperti egizi e a una significativa selezione di grande ceramica del Novecento con opere di Melotti e Picasso. Un ampliamento che, più che un semplice aggiornamento, agisce come una vera e propria riscrittura di alcune sale, capace di generare nuovi rimandi e percorsi di lettura.

Il ritorno de Il sogno del melograno è un evento speciale: il dipinto, presentato nel 1913 alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione di Roma, è stato esposto pochissime volte nel corso del tempo. Realizzato durante il periodo veronese dell’artista, il quadro rappresenta una fase cruciale della sua ricerca, segnata dall’incontro con il simbolismo e dall’influenza della pittura di Gustav Klimt, conosciuta in Italia alla Biennale di Venezia del 1910.

La tela raffigura una giovane donna addormentata, immersa in una visione sospesa tra natura e mito. I dettagli iconografici – la melagrana, l’uva, i fiori – alludono al ciclo della vita, alla caducità e al ritorno, evocando suggestioni mitologiche e letterarie. È un’immagine onirica, carica di simboli, che restituisce l’atmosfera febbrile e visionaria di un artista in piena trasformazione.

A Palazzo Maffei, Il sogno del melograno trova posto nella cosiddetta “Sala Casorati”, dove dialoga con altri due lavori dell’artista presenti nella Collezione Carlon: Vaso con papaveri e margherite (1913), ancora legato al decorativismo secessionista, e Le piantine (1921), opera emblematica del passaggio al Realismo Magico. Un piccolo ma prezioso nucleo che consente di attraversare alcune delle tappe fondamentali del percorso di Casorati.

Con oltre 750 opere che coprono circa 4.000 anni di storia dell’arte e della cultura, Palazzo Maffei si conferma come un museo in costante evoluzione. Tornarci significa ogni volta scoprire nuove storie, nuovi accostamenti e nuove emozioni: un compendio sorprendente che continua a crescere, invitando lo sguardo a rallentare e a perdersi tra epoche, forme e visioni.

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