È uscito per Fazi “Crunco”, romanzo di una provincia sull’orlo dell’apocalisse

Libri, Nuove usciteSettembre 7, 2026

Un paese immaginario, un incubo collettivo, uomini dalla faccia di coniglio e un ragazzo che vorrebbe soltanto andarsene. Nel romanzo d’esordio di Mauro Colarieti, pubblicato da Fazi, il grottesco diventa la misura di una comunità che osserva, giudica e decide chi può essere felice.

A Lezzago non succede mai niente. È uno di quei posti in cui la vita sembra essersi organizzata intorno alla propria ripetizione: le famiglie, il lavoro, le abitudini, le persone che sanno già tutto delle altre persone. Poi, una notte, l’intero paese fa lo stesso sogno. La fine del mondo è vicina, compaiono uomini dalla faccia di coniglio e per scongiurare la catastrofe bisogna incendiare una casa.

Mauro Colarieti comincia da qui, o meglio da un luogo in cui l’ordinario e l’assurdo possono convivere senza chiedersi troppe spiegazioni. Crunco, il suo romanzo d’esordio appena pubblicato da Fazi nella collana Le strade, prende una provincia immaginaria e la deforma quanto basta per mostrarne meglio i contorni.

Al centro c’è Enea Cruncotti, per tutti Crunco. Ha un corpo abbondante che gli altri non esitano a trasformare in giudizio, una madre che si è suicidata, un padre con il quale le parole sembrano essersi esaurite e una macelleria di famiglia nella quale trascorre buona parte delle giornate. Soprattutto, ha un progetto molto preciso e insieme molto vago: andarsene.

Vuole studiare cinema in una grande città. Poco importa, almeno all’inizio, quale. Come accade spesso quando si cresce in un posto percepito troppo piccolo, la destinazione conta meno della distanza. La grande città è innanzitutto il contrario di Lezzago: il luogo nel quale immaginare di poter diventare qualcuno senza avere continuamente intorno chi sa già chi sei.

Ma Crunco vuole anche Salvatore. E Salvatore sta con Giuditta, che è la migliore amica di Crunco. Tra i due ragazzi rimane uno spazio clandestino fatto di gesti e carezze, sufficiente ad alimentare il desiderio ma non a trasformarlo in una relazione che possa esistere alla luce del giorno.

Crunco sembra aver imparato molto presto una delle forme più sottili della marginalità: accontentarsi di essere desiderato soltanto quando nessuno guarda.

Poi arriva Marco, cinquant’anni, palestrato. E proprio nella notte trascorsa insieme a lui Lezzago sogna l’apocalisse.

Da quel momento il romanzo abbandona definitivamente qualsiasi possibilità di essere in modo univoco una storia di formazione e gioca con il grottesco, il surreale, la paura collettiva. La casa che deve bruciare per salvare tutti è quella degli Osvaldi, la famiglia di Salvatore. Crunco prova a impedire che accada, mentre intorno a lui la comunità trasforma progressivamente l’assurdo in una possibilità concreta.

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Popular Now
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...