
Attawalpa: arriva “Experience” e ci dice che siamo tutti un po’ stanchi (ma ancora vivi)Il nuovo singolo “Anyway” con Lena Dunham, un album in arrivo il 4 luglio, e un’estate piena di concerti. Attawalpa ci accompagna in un viaggio che sa di sogno, distorsione e libertà.
C’è chi la stanchezza la subisce e chi la trasforma in musica. Attawalpa, alter ego del musicista anglo-peruviano Luis Felber, torna con un nuovo singolo, “Anyway”, e lo definisce senza mezzi termini “il nostro inno del basta”. Basta notizie tossiche, basta guerre, basta battaglie personali. E infatti, tra power chords e distorsioni sonore, il brano diventa un’esplosione catartica. Il videoclip, diretto da Emma Chitty, è una dichiarazione d’intenti. Protagonista è Luna, una bimba di sette anni con lo sguardo fiero e i capelli pieni di glitter. Non recita, vive. E accanto a lei, una presenza che non passa inosservata: Lena Dunham, attrice, regista, moglie di Attawalpa, complice dentro e fuori dal set.
Il brano anticipa “Experience”, secondo album in studio di Attawalpa, in uscita il 4 luglio per Attawalpa Records. Un disco che è, come dice lo stesso Felber, “un modo per riconoscere tutta la nostra esperienza vissuta – il bello e il brutto – e, allo stesso tempo, un omaggio all’esperienza condivisa con la band”. Perché Attawalpa oggi non è più solo un progetto solista: è una famiglia sonora.
La formazione live vede tra le sue fila il fidato batterista Henry Danowski, il percussionista Maurizio Ravalico (già con Jamiroquai), la violista Freya Hicks (Jockstrap, The Big Moon), il tastierista e attore Adam Sopp, e una schiera di collaboratori d’eccezione come Haydn Wynn, Matt Jones e la voce di Misty Miller. Una comunità di musicisti che ha affinato l’intesa anche lavorando alle colonne sonore dei film di Dunham “Sharp Stick” e “Catherine Called Birdy”, e che continua a respirare come un unico corpo anche nei live più intensi.
“Experience” è stato registrato nel cuore di Londra, all’Off Licence Studio di Matt Allchin, amico e produttore di lunga data. Dentro ci sono stratificazioni sonore dense e raffinate, tracce che mescolano pop, barocco, psichedelia e intimità cinematografica. Tra le perle del disco spicca “Always the Girls”, dolce e penetrante, con arrangiamenti di viola e violoncello che evocano le atmosfere di In Rainbows dei Radiohead.
Nel frattempo, Felber è anche al lavoro come co-creatore, co-sceneggiatore e produttore musicale esecutivo della nuova serie Netflix “Too Much”, girata nei primi mesi del 2024: “Mi sentivo un po’ Philip Seymour Hoffman in Synecdoche New York e un po’ Larry David in Curb Your Enthusiasm. È stato tutto surreale, intenso, bellissimo”, racconta. Alcune canzoni dell’album saranno parte della colonna sonora della serie: un cerchio che si chiude in modo perfetto, senza dover cedere il controllo creativo.
Il futuro prossimo? Un concerto il 25 luglio al The Lexington di Londra e nuove date in arrivo. L’album invece arriva tra poche settimane. E Felber, pur ammettendo una certa ansia, chiude con una frase che suona come una promessa: “Sono davvero orgoglioso di questo disco. Spero che lo ascoltino in tanti. È un privilegio enorme, e anche un po’ un atto di fede”.

Dalla tribou di Zazibou