Valeria Graziani debutta da solista con Sottobosco, un disco sulle vite senza garanzie

STAZIONE MUSICANovembre 6, 2026

Dodici brani legano storie private e questioni collettive: dalla precarietà all’autodeterminazione, fino alla scelta di una gentilezza che resiste al cinismo. L’album esce il 27 novembre.

La precarietà, in Sottobosco, è un tema che riguarda il lavoro, le relazioni, la possibilità di restare o partire. Nel suo primo album da solista, Valeria Graziani raccoglie dodici canzoni che si muovono tra esperienze personali e condizioni condivise, con uno sguardo rivolto a chi vive lontano dal centro della scena.

Il titolo suggerisce un luogo appartato, in cui la crescita avviene senza clamore. Graziani usa questa immagine per parlare di artisti e persone che portano avanti la propria ricerca lontano dai riflettori, mentre preparano una fioritura che nessuno può dare per scontata. Le canzoni non compongono una storia unica: mettono a fuoco, una dopo l’altra, diverse forme di fragilità e resistenza.

In “Daiquiri” il tema è quello di una generazione senza garanzie, alle prese con precarietà economica e affettiva, ma ancora in cerca di un nuovo inizio. “Tagliole per conigli” racconta invece la decisione di uscire da una relazione tossica. In “Tramonto rosa”, una separazione diventa materia autobiografica, trattata con ironia e lucidità. Sono vicende intime, ma il disco le colloca dentro un paesaggio più ampio, fatto di scelte difficili e possibilità diseguali.

Lo sguardo si sposta sulla dimensione collettiva con “Paolo”, selezionata tra oltre 1.300 candidature da Musicultura Première 2026. La canzone guarda all’emigrazione come a una perdita e, insieme, a una possibilità. “Parigi o cara”, con la partecipazione di Giuliana Paciolla, prende spunto dal film di Vittorio Caprioli del 1962 e dal celebre duetto della Traviata: dietro l’immagine seducente della grande città emergono solitudine e disillusione.

Al centro dell’album, “Denti di leone” mette in discussione il linguaggio del potere e la logica del cinismo. La risposta di Graziani passa per gesti quotidiani: la letteratura, la cortesia, il tempo condiviso, la bellezza di ciò che non produce profitto. Una presa di posizione che evita la posa da manifesto e trova spazio dentro un disco interessato alle contraddizioni, comprese quelle che attraversano le vite più vicine.

Non tutto, però, resta nel registro del conflitto. “Intermezzo”, interpretata con Chiara Minaldi, immagina l’amore come incontro tra differenze; “God Save the Queen” accompagna la crescita di una donna senza prometterle una vita semplice. “Di mercoledì” racconta la scelta di interrompere una relazione clandestina, mentre “Viola” si misura con l’assenza. In chiusura, “Dumani”, su testo in dialetto palermitano della poetessa e attivista Francesca Amato, parte dal ricordo di una persona scomparsa e si apre a una dichiarazione d’amore per Palermo. Nel brano partecipano Laura Mollica e il pianista Scipione Sangiovanni, che ne firma anche l’arrangiamento.

Graziani arriva a questo esordio dopo una formazione al CET e studi di Musicologia, jazz, chanson e canzone teatrale. Nel 2007 ha fondato i Frequenze Rétro; negli anni ha lavorato a progetti dedicati a Gianmaria Testa e Fabrizio De André e dal 2022 fa parte di La Buona Novella in siciliano. Il disco è prodotto dalla stessa cantautrice; alle registrazioni partecipano, tra gli altri, Maurizio Crivello alla chitarra, Peppe Lana al pianoforte, Giulia Cusumano al violoncello e ai cori e Nicola Giammarinaro al clarinetto.

Sottobosco* sarà disponibile in digitale e in vinile dal 27 novembre. La presentazione è in programma quella sera alle 21 al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, nell’ambito del Superlocriø Festival; il 4 dicembre il disco sarà presentato al Teatro Real Santa Cecilia di Palermo, alle 21.30.

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