Visionarie: quando l’arte contemporanea parla al femminile

ARTEPOPPENovembre 12, 2025

A KORA – Centro del Contemporaneo, il 15 novembre si apre un ciclo di incontri che mette al centro le donne che l’arte la immaginano, la dirigono, la curano, la trasformano.

Nel mondo dell’arte esistono parole che tornano con insistenza: sguardo, visione, immaginazione. Ma raramente ci soffermiamo a chiederci chi custodisca oggi questa visione, chi stia guidando i linguaggi del contemporaneo, chi abbia assunto la responsabilità e la possibilità di pensare il futuro.
A KORA, a Castrignano de’ Greci, la risposta arriva senza esitazioni: sono le donne.

Con Visionarie, Ramdom inaugura un ciclo di tre incontri dedicati alle professioniste che, da posizioni diverse, stanno ridisegnando il sistema dell’arte contemporanea. Direttrici di museo, curatrici, artiste: tre ruoli spesso raccontati attraverso figure maschili, che qui trovano invece un baricentro femminile, plurale e complesso.

Eva Fabbris: il museo come organismo vivo

La protagonista del primo appuntamento, il 15 novembre alle ore 11 (in collaborazione con Hub Kumuna), è Eva Fabbris, Direttrice del Madre, museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli dal 2023.
Fabbris arriva a questa posizione dopo un percorso che l’ha vista attraversare istituzioni cruciali nel panorama internazionale, Fondazione Prada, Museion, Triennale Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro e costruire un metodo che accosta rigore curatoriale e apertura sperimentale.

Il suo lavoro parte da un’idea molto contemporanea di museo: un luogo non solo espositivo ma produttivo, un generatore di pensiero, relazioni e immaginari. Fabbris parla spesso del museo come di «un organismo vivo», capace di dialogare con il territorio e con le sue comunità.
È un approccio che emerge chiaramente nelle mostre curate negli ultimi anni: da Kazuko Miyamoto a Il resto di niente fino alla grande retrospettiva Tomaso Binga. Euforia, che ha riportato al centro una figura radicale dell’arte e della performance italiana.

Nel suo incontro a KORA, Fabbris porterà questa traiettoria: una pratica curatoriale che mette in circolo domande, che rompe la distanza tra istituzione e pubblico, che pensa all’arte come strumento politico prima che estetico. Ed è significativo che a incarnare questo sguardo sia una direttrice donna, in un Paese dove le leadership museali femminili restano ancora rare.

Un ecosistema al femminile

Il ciclo prosegue il 22 novembre con Cecilia Canziani, co-curatrice di Selvatica e curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026. Con lei si parlerà di femminile, mostruoso e selvatico come categorie che attraversano l’immaginario contemporaneo e che oggi stanno guidando nuove forme di narrazione artistica. Canziani lavora da anni sulla curatela come pratica relazionale e discorsiva, un’azione che costruisce senso più che allestire mostre. Il suo contributo si inserisce nel dialogo aperto da Selvatica, progetto che riflette su ciò che resiste alle forme di addomesticamento – nella natura, in noi, nelle strutture culturali.

Il ciclo si chiude il 28 novembre con Gaia Fugazza, artista presente proprio in Selvatica. La sua ricerca muove tra natura, rituali, ecologie intime, e offre un punto di vista interno al sistema: quello di chi abita la tensione tra produzione individuale e responsabilità collettive.

Perché Visionarie ora

Visionarie nasce per informare con un obiettivo preciso: quello della narrazione femminile nell’arte contemporanea. Non un evento celebrativo, ma un luogo di consapevolezza. Non si tratta solo di dare spazio alle donne, ma di riconoscere che sono loro oggi a occupare alcune delle posizioni più innovative e trasformative del sistema dell’arte. Direttrici che ridefiniscono le istituzioni, curatrici che immaginano nuove grammatiche, artiste che riscrivono la relazione tra corpo, natura e società.

In un tempo in cui l’arte sembra chiamata a ripensarsi, Visionarie mette in campo chi questo ripensamento lo sta già facendo. E lo fa da sud, dentro un centro culturale che si sta affermando come uno dei luoghi più dinamici della scena contemporanea italiana.

Per informazioni: 366 3199532

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