Dieci poster per un messaggio universale: Stop Killing Women – Basta uccidere le donne

MostreNovembre 12, 2025

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre, i dieci manifesti vincitori della tredicesima edizione di Poster For Tomorrow diffondono un messaggio chiaro, diretto e necessario: fermare la violenza di genere. Le opere saranno disponibili per essere “adottate” gratuitamente in tutta Italia, permettendo a enti pubblici e privati, associazioni, scuole, università e centri culturali di esporle nei propri spazi e di unirsi così a una mobilitazione collettiva contro il femminicidio.

Il concorso internazionale di comunicazione sociale, coordinato dal graphic designer e art director Hervé Matine, ha posto l’accento su un tema di drammatica attualità: secondo i dati delle Nazioni Unite, ogni anno circa 85mila donne e ragazze nel mondo vengono uccise intenzionalmente, e più della metà di questi omicidi avviene in ambito familiare o da parte di partner intimi. Numeri che, pur nella loro crudezza, potrebbero essere sottostimati, data la difficoltà di rilevare e classificare correttamente i casi nei diversi sistemi giudiziari. La campagna nasce dunque come un invito a interrompere il silenzio, a riconoscere la portata di una tragedia quotidiana e a favorire un cambiamento culturale profondo.

Le dieci opere finaliste, realizzate da Edward Coffey (Australia), Natalia Csala (Ungheria), Massimo Dezzani (Italia), Nihat Dursun (Turchia), Ricardo Garla (Brasile), Aleksandra Kortas (Polonia), Raphaëlle Martin (Germania), Rita Reis (Portogallo), Christopher Scott (USA) e Chia Hsiang Lee (Taiwan), sono state selezionate tra oltre settemila poster provenienti da un centinaio di Paesi e presentate lo scorso ottobre durante il festival leccese Conversazioni sul Futuro, promosso dall’associazione Diffondiamo idee di valore in collaborazione con Amnesty International Italia e D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza.

Ogni manifesto traduce in immagine l’urgenza di dire basta, di far emergere la consapevolezza che la violenza sulle donne non è un fatto privato, ma un problema sistemico che riguarda la società nel suo complesso. «La campagna di comunicazione Stop Killing Women – spiegano Hervé Matine e Gabriella Morelli – nasce per scuotere le coscienze, per trasformare la denuncia in azione e favorire una svolta culturale che parta dal linguaggio visivo. I poster diventano strumenti di resistenza e di educazione civile, capaci di parlare a tutti, senza mediazioni, con la forza delle immagini e delle parole».

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