Gli intrusi di Isacco Turina. Un’Epifania letteraria che non ammette tregua.

RECENSIONINovembre 12, 2025

Conosco bene Roberto Russo, anima e cuore della CE graphe.it, e so la cura quasi maniacale, la passione, che mette in ogni singola pubblicazione. Quando mi ha detto: “questa raccolta è bellissima”, l’ho presa come una profezia. Aveva ragione.

Gli intrusi di Isacco Turina non è solo un’opera, si candida, per me maniaca dell’impaginato chic, a  oggetto di culto. La carta, la copertina disegnata da Roberto Pasqua (un capolavoro visivo di inquietudine), la rilegatura… tutto parla di un lavoro fatto con una profondità artigianale che oggi si trova raramente. Turina, ricercatore in sociologia non scrive racconti, ma tesi romanzate che si fanno beffe dei nostri confini mentali. La sua opera è una guida di umanità necessaria, che scava nelle zone grigie di immigrazione, natura, biotecnologia e religione.

Il concept è annunciato in premessa da Emmanuel Levinas: “Nessuno è a casa propria”. L’autore ci sbatte in faccia la verità: gli intrusi siamo noi stessi, e sono tra noi, in ogni strato della società.

La raccolta si sviluppa in cinque racconti che agiscono come cinque lenti diverse per osservare l’invasione:

L’Intrusione Sociale e la Critica al Potere (“Sottomissione”): La storia di Michael, figlio di una donna filippina dedita alle pulizie (come “ogni filippina”), che lavora per l’onorevole Becchele, è un colpo di scena sociologico. Turina ci mostra il cinismo del potere e il prezzo della quieta sottomissione:

“L’ordine sociale, che a ogni notiziario pareva sul punto di vacillare, in realtà era ben saldo se quella donna bassa, timida e dal viso schiacciato continuava a lucidare le loro case”

L’Intrusione Animale ed Etica (“Giuliana”): La storia della scimmia liberata da un laboratorio che trova rifugio è un apice emotivo, un vero capolavoro di purezza e spaesamento:
“Fui io a insegnarle come arrampicarsi sugli alberi. Era nata in cattività e doveva essere la prima volta che saliva su un ramo. Mi inerpicai per primo e con la mano la tirai su. […] «Grazie a me sei diventata una vera scimmia», le dissi ridendo. «Adesso tocca a te insegnarmi a essere uomo».”
È lì che ho compreso l’essenza di questo libro: Turina ti accompagna dentro le zone di confine — tra dentro e fuori, rifugio e prigione, libertà e paura.

L’Intrusione Biologica e Digitale (“il dio”): Qui l’autore esplora il lato dark della biotecnologia e della comunicazione. Il personaggio di Barbara si ritrova ospite/cavia nel sogno abnorme di Modest  un individuo dalla posizione altissima, ma circondato da segreti Modest stesso è una figura contraddittoria, con manie segrete, come quella di rubare nei supermercati o di possedere un elefante. Il racconto si focalizza sulla violazione di un “patto implicito” quando Barbara ha una relazione con un altro ospite (Duncan), trasformando l’ospitalità in una prigione etica. L’intrusione è la manipolazione di un corpo e di una mente in un ambiente iper-controllato.

Infine l’Intrusione nel Sacro (La parentesi): In questo racconto, l’intruso non è solo il rifugiato (Damiano, braccato, smarrito) che cerca asilo nel chiostro, ma il mondo intero che irrompe nella sacralità e nell’ordine della vita monastica. Turina esplora l’ipocrisia e la fragilità della fede attraverso le figure dei monaci, in particolare il “vecchio” che ammette il suo “vizio della bottiglia” dimostrando che non esiste un luogo immune dalla corruzione umana.

Il racconto il nodo merita una menzione a parte, perché è la logica dell’arte che appare e scombina le certezze, la pulsione irrefrenabile a creare qualcosa che ai più appare insensata.

Se tiriamo le somme sul destino degli intrusi sia ha la sensazione che il disordine, lungi dall’essere risolto, si sia ormai installato.

L’intrusione reale è  quella che sconvolge i nostri desideri più profondi: dalla natura alla religione, passando dall’arte e dal digitale.

I Cinque racconti, a parte qualche dialogo straniante, compongono un concept album letterario, con un paio (Giuliana e il primo) riusciti in quel modo che ti fa dire “epperò, che autore!”.

Isacco Turina è un osservatore acuto e un narratore già maturo. È il classico autore che, secondo me, farà belle cose. Consigliato, per originalità e un taglio narrativo desueto, fuori dal mainstream.

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