LE FORME DELL’UMANITÀ: la ricerca di Keisuke Matsuoka in mostra al Mattatoio di Roma

MostreARTENovembre 14, 2025

Dal 12 novembre 2025 all’11 gennaio 2026 il Mattatoio di Roma ospita Le forme dell’umanità, ampia personale dello scultore giapponese Keisuke Matsuoka. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, è realizzata da Palaexpo in collaborazione con Latitudo, nasce da un’idea di Ivana Della Portella ed è curata da Tomoko Asada.

Il progetto riunisce un nucleo significativo delle opere recenti dell’artista, mettendo al centro una domanda che attraversa tutta la sua ricerca: che cosa definisce l’essere umano oltre le categorie che lo delimitano? Matsuoka indaga questa domanda attraverso un linguaggio formale che fonde sensibilità orientale, antropologia e una concezione animistica della materia. La sua scultura diventa un dispositivo per leggere ciò che rimane invisibile: ciò che si frantuma e ciò che si ricompone nelle identità individuali e collettive.

Il percorso espositivo si apre con due volti scolpiti in ebano. Rifugiato gravità, frammentato e disseminato nello spazio, e Per la distruzione che un giorno verrà, sezionato in due metà, introducono immediatamente il tema della scomposizione come metodo conoscitivo. Al centro del Padiglione emerge A tree man, grande figura magnetica formata da un’anima in legno avvolta da una rete metallica su cui aderiscono migliaia di minuscoli magneti, attrattori di polveri di ferro e titanio. L’opera vibra come un organismo in trasformazione continua, sospeso tra solidità e precarietà.

Nell’ultima sala trova spazio una serie di sculture in vetrofusione: teste e volti bicromi che sembrano muoversi in un passaggio tra stato solido e liquido. Una sezione finale dedicata a bozzetti, modellini, diari e matrici ricostruisce, con taglio quasi documentale, il laboratorio dell’artista, offrendo uno sguardo ravvicinato sul suo processo.

La scelta dei materiali è centrale. Vetri, cere, terre bianche e nere si sovrappongono e si dissolvono, conservando tracce dei passaggi formativi. La polvere metallica si disperde e poi si ricompatta sotto l’azione del magnetismo. Anche quando Matsuoka lavora il legno in purezza, la tensione tra demolizione e ricomposizione resta costante, come se la scultura fosse sempre il risultato di un equilibrio momentaneo.

Un capitolo importante è la serie Refugees, nata durante la residenza italiana dell’artista. Qui il tema dell’archetipo umano si intreccia alla figura del rifugiato come simbolo di vulnerabilità e di passaggio. Le figure antropomorfe, instabili nelle loro parti, diventano metafore della fragilità del vivere. Matsuoka descrive così la sua intuizione: «Il mondo può cambiare ogni giorno improvvisamente, può essere fatto a pezzi come la torre di Babele. Chiunque ha il potenziale per diventare rifugiato quando una parte della sua personalità viene spazzata via».

In tutta la sua ricerca affiora una visione che appartiene alla tradizione nipponica: l’identità come memoria in costante trasformazione, che si smaterializza e si rinnova pur mantenendo una sostanza comune. Lo scultore piega le regole del linguaggio plastico per esplorare nuove forme di espressività, affidando alle opere un interrogativo che rimane sospeso e necessario.

Le forme dell’umanità è sostenuta da Pola Art Foundation e Yoshini Gypsum Art Foundation, in collaborazione con Galleria Faber. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). L’ingresso è gratuito.

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