
In uno di questi primi pomeriggi d’estate, mi sono ritrovata tra le mani “The Importance of Being
Earnest”, un libro che la mia professoressa del liceo ci aveva svelato essere un classico immortale. Mi
risuonano ancora le sue parole, e mi sono resa conto che quel testo, scritto nel lontano 1895, non parlava
solo dell’alta società vittoriana, ma di noi, di oggi, della nostra società virtuale, ossessionata dall’apparire.
Perché diciamocelo, chiunque abbia mai scrollato un feed, un reel, una storia di Instagram o abbia cercato di definire la propria “brand identity” online, sa quanto sia facile scivolare in un’esistenza parallela, costruita a colpi di filtri e didascalie studiate. Ma vi siete mai chiesti quanto questo desiderio di apparire altro sia radicato nella natura umana? Aveva ragione la mia professoressa, allora!
Wilde, con la sua ineguagliabile arguzia e il suo genio satirico, ci ha lasciato un capolavoro che risuona con una sorprendente attualità. La commedia ruota attorno a due giovani uomini, Jack e Algernon, che
inventano alter ego fittizi per sfuggire alle noiose responsabilità della vita reale e perseguire i propri piaceri.
Nell’ epoca vittoriana, la società era ossessionata dalle apparenze e dalle convenzioni sociali. I personaggi di Wilde non fanno altro che incarnare e, allo stesso tempo, deridere questa ipocrisia. Creano una persona pubblica che è ben diversa dalla loro identità privata, proprio come oggi costruiamo il nostro “profilo ideale” sui social media, spesso in netto contrasto con la nostra realtà quotidiana.
Algernon che si inventa “Bunbury” per fuggire dai doveri familiari è la versione ottocentesca di chi posta
foto di viaggi da sogno mentre è bloccato in ufficio. Oggi, non abbiamo bisogno di inventare un parente malato, come nel romanzo; ci basta un buon filtro, una frase ad effetto e un pizzico di editing. Ma l’essenza rimane la stessa: la ricerca di un’approvazione, il
desiderio di piacere, la paura di mostrare le nostre imperfezioni. Siamo tutti, in qualche modo, Algernon e
Jack, impegnati a sostenere le nostre “Earnest identity” online.
E quindi, qual è “l’importanza di essere Franco” nella nostra era digitale? Forse è la riscoperta del valore
dell’autenticità. In un mondo dove tutti cercano di apparire perfetti, essere genuini, con le nostre
imperfezioni e le nostre stranezze, può essere la vera rivoluzione. È un invito a chiederci: chi siamo
veramente quando spegniamo il telefono, e siamo abbastanza coraggiosi da mostrare quella versione di noi stessi al mondo?… o forse, a quella porzione di mondo a cui vogliamo mostrarci come davvero siamo, senza filtri, senza costruzioni, senza editing.

Sono Antonietta Caragnano, ma chiamatemi Anto. Un’anima con la Puglia nel DNA e il mondo nel cuore, sempre pronta a scoprire e raccontare. Appassionata di natura, viaggi (“una dal trolley facile”!) e di tutto ciò che nutre corpo e spirito: cibo, vino, arte, sapere, incontri e racconti. Ho una formazione classica, studi in giurisprudenza, e un interesse spiccato per la lettura e la scrittura, da sempre mie complici nel fantasticare e sognare. Ho avuto il piacere di immergermi nel mondo del turismo, occupandomi, in tempi non sospetti, di curare le experience che rendevano indimenticabili i viaggi per chi scopriva il nostro paese. Dopo anni trascorsi a organizzare eventi e a tessere trame di comunicazione in giro per l’Italia, eccomi qui, come una figliola prodiga, di nuovo a Lecce.
Qui su Zazibou, mi dedico a scrivere storie e a condividere un po’ del mio mondo vagabondo, rientrata per ora a casa ma con un occhio sempre all’orizzonte. Chissà cosa ci riserva il futuro!