L’editoria indipendente si dà appuntamento a Pisa: torna il Pisa Book Festival

EVENTIFestivalLibriAgosto 26, 2026

Dal 2 al 4 ottobre Pisa torna a parlare la lingua dei libri. Agli Arsenali Repubblicani arriva la ventiquattresima edizione del Pisa Book Festival, il salone nazionale dedicato all’editoria indipendente italiana, con 80 case editrici, autori italiani e internazionali e un programma che quest’anno guarda con particolare attenzione all’Ucraina.

Sarà infatti l’Ucraina il Paese ospite dell’edizione 2026, con un calendario di appuntamenti dedicati alla letteratura, alla storia e all’attualità, realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata d’Ucraina a Roma. Tra le presenze già annunciate ci sono le scrittrici e traduttrici Elena Kostioukovitch e Yarina Grusha e Andrei Kurkov, tra gli autori ucraini contemporanei più conosciuti a livello internazionale, al quale sarà affidato il momento inaugurale del festival.

Un festival che invade Pisa

La formula resta quella delle sedi diffuse. Il cuore del Pisa Book Festival saranno gli Arsenali Repubblicani, dove troveranno spazio gli 80 editori indipendenti provenienti da tutta Italia, mentre incontri e appuntamenti entreranno in alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.

Il Museo delle Navi Antiche di Pisa, Palazzo Reale, Palazzo Blu e la Torre Guelfa torneranno a far parte della geografia del festival. A questi si aggiunge per la prima volta il Palazzo della Sapienza, scelto per ospitare la cerimonia dei Pisa Book Translation Awards.

L’idea è quella di trasformare per tre giorni Pisa in una piccola mappa della lettura: non un unico spazio fieristico, ma libri, autori e pubblico distribuiti tra luoghi storici, musei e palazzi.

Dai libri allo sport

A tenere insieme una parte del programma sarà quest’anno un tema apparentemente distante dagli scaffali: lo sport. Giornalisti, commentatori, scrittori e protagonisti del mondo sportivo lo racconteranno da prospettive differenti, facendone uno dei fili rossi dell’edizione.

Il programma guarda però anche alle grandi ricorrenze culturali del 2026. Per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, lo storico Antonio Musarra porterà al festival un monologo dedicato al Mondo di Francesco. Il bicentenario della nascita di Carlo Collodi sarà invece celebrato con Tutti leggono Pinocchio, lettura scenica affidata agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori pisane.

Sempre le scuole saranno protagoniste di Una Grazia da Nobel, appuntamento dedicato al centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda.

Spazio naturalmente anche alla narrativa contemporanea. Tra i primi nomi annunciati compare Giancarlo De Cataldo, protagonista della sezione “giallissimo/nerissimo”.

Tradurre significa far viaggiare i libri

Uno degli appuntamenti centrali resta quello con i Pisa Book Translation Awards, arrivati alla sesta edizione e dedicati alle traduzioni pubblicate dalle case editrici indipendenti.

Tre i nomi arrivati in finale nel 2026: Federica Di Lella, per la traduzione dal francese de L’impossibile ritorno di Amélie Nothomb, pubblicato da Voland; Silvia Pozzi, per la traduzione dal cinese di Città fantasma di Kevin Chen, edito da e/o; Antonino D’Esposito, per la traduzione dall’arabo di Hot Maroc di Yassin Adnan, pubblicato da Del Vecchio.

Il riconoscimento alla carriera andrà invece a Guido Paduano, filologo, scrittore e traduttore che nel corso della sua attività ha lavorato su alcuni dei testi fondamentali della tradizione classica, dall’Iliade e l’Odissea alle Metamorfosi di Ovidio e all’Eneide di Virgilio.

La cerimonia di premiazione è in programma venerdì 2 ottobre al Palazzo della Sapienza dell’Università di Pisa, alla presenza dei traduttori premiati, della giuria e di Elena Kostioukovitch. Il premio è promosso dal Pisa Book Festival insieme al Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa.

Ventiquattro edizioni dalla parte degli indipendenti

Nato attorno all’idea di offrire uno spazio riconoscibile all’editoria indipendente, il Pisa Book Festival arriva così alla sua ventiquattresima edizione continuando a mettere al centro chi i libri li pubblica, li traduce e spesso li porta in Italia quando ancora nessuno ne conosce autori e storie.

«Costruire occasioni reali di circolazione per i libri scoperti e proposti al pubblico italiano dagli editori indipendenti»: così la direttrice e ideatrice Lucia Della Porta sintetizza il senso dei Translation Awards e, indirettamente, anche una parte dell’identità del festival.

Tre giorni, 80 editori e una città disseminata di appuntamenti. Con l’Ucraina al centro e lo sguardo rivolto alla letteratura internazionale, Pisa si prepara ancora una volta a ricordarci una cosa piuttosto semplice: dietro ogni libro che troviamo in libreria esiste un lungo viaggio fatto di editori, traduttori, autori e persone che hanno deciso di scommetterci prima dei lettori.

ph @PisaBookFestival

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