
L’estate italiana ha i suoi riti. Il primo tuffo, l’anguria dopo cena, la frisa con il pomodoro per chi vive nel Salento e la prima puntata di Temptation Island. Ieri sera il programma è tornato con sette nuove coppie e ha confermato di essere un fenomeno televisivo tutt’altro che stanco: oltre 3,5 milioni di spettatori e il 27,6% di share per un debutto che si colloca tra i migliori nella storia del format.
Lo sappiamo, le coppie cambiano ogni anno. Cambiano i nomi, i tatuaggi, le professioni, le motivazioni, i costumi da bagno. Il copione, invece, mantiene una certa fedeltà a sé stesso. Anche le musiche cambiano, alcune si ripetono, ma continuano a essere un pezzo principale di questo viaggio nei sentimenti.
Filippo Bisciglia, storico volto del programma, presentatore amatissimo, si conferma un cantastorie dolce e posato. L’impressione è quella di ritrovarlo esattamente dove lo avevamo lasciato: appena svegliato da un sonno durato undici mesi, con il suo immancabile abito color pigiama e quella solita pacatezza. Suo grande merito è quello di rendere drammatico, emozionante e suggestivo perfino un video montato con lo stesso gusto estetico dei filmini delle comunioni caricati su Facebook nel 2014.
Ma il vero attore (non) protagonista resta un altro: l’italiano.
Ogni frase sfida le regole della grammatica con una creatività sorprendente. I tempi verbali si rincorrono senza mai incontrarsi, i congiuntivi diventano creature leggendarie e alcune costruzioni sintattiche meriterebbero un secondo falò, questa volta con un insegnante di lettere. A un certo punto vengono anche attivati i sottotitoli.
Poi arrivano le motivazioni.
Una concorrente racconta una vita fatta di viaggi, esperienze e Caraibi. Quello che continua a pesare, però, è un bagno di notte mai fatto insieme.
L’altro, invece, ricorda con nostalgia il periodo in cui riusciva a tenere la sua lei “in una bolla”. La frase scivola via quasi senza creare imbarazzo, eppure racconta molto più di qualsiasi video dei tentatori.
Inoltre, quest’anno la memoria gioca un brutto scherzo. Soraya, una delle concorrenti, fa fare un salto indietro nel tempo: ogni volta che la sento parlare continuo a pensare a Martina De Iaoannon, protagonista del programma nel 2024, oggi influencer, a dimostrazione che Temptation Island è forse il reality che più di tutti ha saputo costruire personaggi destinati a vivere molto oltre il falò finale.
Temptation Island continua a fotografare un’idea di coppia fatta di controllo scambiato per protezione, gelosia raccontata come interesse e possessività trasformata in prova d’amore. Lo fa senza grandi filtri, mostrando un immaginario sentimentale che esiste davvero e che, proprio per questo, deve essere osservato anche con spirito critico.
I motivi per cui si guarda sono due: per scoprire chi uscirà insieme e chi da solo e anche per vedere, ogni estate, quale pezzo della nostra cultura pop finirà davanti al falò. E, puntualmente, ci finisce anche un piccolo pezzo della lingua italiana.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.