
𝘚𝘦𝘨𝘯𝘢𝘭(azion)𝘪 𝘋𝘪𝘨𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪 • 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘶𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘢 𝘢𝘪 𝘱𝘪𝘤𝘤𝘰𝘭𝘪 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘢𝘯𝘥𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘱𝘪𝘢𝘵𝘵𝘢𝘧𝘰𝘳𝘮𝘦, 𝘵𝘦𝘤𝘯𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 •
〰️ L’Europa mette un limite d’età ai social
La tutela dei minori torna al centro del dibattito europeo sulle piattaforme. Le nuove misure approvate prevedono maggiori restrizioni per l’accesso ai social dei più giovani: sotto i 13 anni niente account, mentre fino ai 15 anni entra in gioco il consenso dei genitori. Il punto interessante riguarda anche le piattaforme, chiamate ad assumersi maggiori responsabilità nella verifica dell’età. Dopo anni di discussioni sul tempo trascorso online dai ragazzi, l’attenzione si sposta quindi dalle famiglie alle aziende che progettano gli spazi digitali.
〰️ Su Instagram il creator vale anche come canale
Non basta scegliere chi comparirà in una campagna: conta sempre di più anche dove quella campagna verrà pubblicata. I dati sulle collaborazioni commerciali mostrano infatti una maggiore efficacia dei contenuti diffusi direttamente dagli account dei creator rispetto a quelli affidati principalmente ai profili dei brand. Intanto Meta continua a investire negli strumenti dedicati all’incontro tra aziende e creator. L’influencer marketing sembra così spostarsi definitivamente dalla logica della semplice testimonianza a quella della distribuzione: il creator porta pubblico, linguaggio e spazio editoriale.
〰️ Dieci anni dopo torna il Mannequin Challenge
Internet comincia ad avere abbastanza anni da provare nostalgia per se stesso. Su TikTok è riapparso il Mannequin Challenge, uno dei fenomeni virali simbolo del 2016, oggi recuperato soprattutto nei contenuti legati alla moda e agli outfit. Cambiano piattaforme e linguaggi, ma i vecchi trend possono tornare esattamente come tornano una canzone, un paio di scarpe o un’estetica. Il vintage, ormai, riguarda anche i meme.
〰️ La nostra vita come un documentario Netflix
Essere protagonisti di un documentario senza avere nulla di particolarmente documentabile. È da qui che parte uno dei format circolati su TikTok negli ultimi giorni: creator ripresi mentre vengono microfonati e preparati come i protagonisti di una grande produzione, per poi immaginare documentari dedicati agli episodi più insignificanti della quotidianità. Una parodia riconoscibile perché prende in prestito una grammatica audiovisiva che ormai conosciamo tutti: quella solenne, drammatica e serissima delle docuserie in streaming.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.






