
Google sta sperimentando una homepage in cui il tradizionale pulsante “Cerca con Google” lascia spazio a funzioni legate all’intelligenza artificiale. Un piccolo cambiamento grafico che segnala una trasformazione molto più grande: dalla ricerca costruita intorno a una lista di link da esplorare a un sistema pensato per offrire direttamente una risposta.
A cambiare, quindi, potrebbe essere anche il modo in cui i contenuti vengono trovati e raggiunti. Per giornali, magazine, musei, istituzioni culturali e creator si apre una questione sempre più centrale: sul web conterà essere visibili nei risultati di ricerca, ma anche diventare fonti riconoscibili e autorevoli per i sistemi di intelligenza artificiale.
È uno spostamento piccolo solo in apparenza. Se il motore di ricerca diventa sempre più un motore di risposta, cambia anche il rapporto tra piattaforme, contenuti e pubblico.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.






