
Ci sono cose che succedono solo nei paesi. Una sedia portata da casa per ascoltare meglio. Le luci calde delle finestre che restano accese anche dopo che l’autore è andato via. Il brusio di chi si conosce da sempre e si saluta tra le pagine. Ecco: il Salento Book Festival è questo. Un festival che ha scelto di essere una geografia dell’incontro, e che nella sua XV edizione abita — non semplicemente tocca — tredici comuni del Salento, con un’attenzione speciale ai più piccoli.
Aradeo, Castrignano dei Greci, Collepasso, Cutrofiano, Neviano, Racale, Specchia. Nomi che non fanno notizia nei TG, ma che per tutta l’estate e oltre saranno attraversati da storie, parole, ospiti di ogni genere. Non solo scrittori, ma anche attori, giornalisti, filosofi, sportivi. Non solo libri, ma visioni, dialoghi, piazze che si trasformano in agorà contemporanee.
Il bello è proprio questo: che a Neviano può capitare di ascoltare Walter Veltroni raccontare la Resistenza attraverso la figura di Iris Versari. Che a Castrignano dei Greci si possa ragionare su maternità, scelte, legami con Concita De Gregorio o Chiara Maci. Che a Cutrofiano si discuta di legalità e informazione. E che in ogni tappa ci sia la possibilità di lasciare un libro “sospeso” per chi ne ha bisogno. Piccoli gesti che fanno grande un festival.
Ideato dal giornalista Gianpiero Pisanello e quest’anno arricchito dalla co-direzione di Antonella Lattanzi e Massimo Bernardini, il Salento Book Festival non è solo un calendario di eventi. È un gesto politico, gentile e radicale insieme: portare cultura dove spesso non arriva. Nei paesi dove la libreria più vicina è a chilometri, dove la scuola è presidio e la biblioteca è una stanza con le luci a neon e i libri donati. Dove ogni incontro con un autore è anche un modo per sentirsi parte di qualcosa di più grande.
I claim si sprecano, ma quello scelto per l’edizione 2025 suona vero: un festival per tutte e per tutti. E infatti il programma alterna riflessioni sui grandi temi del presente — diritti, guerre, ambiente, disuguaglianze — a momenti più leggeri, ironici, pop. Con Luciana Littizzetto, Serena Dandini, Beppe Severgnini, Nuzzo e Di Biase. Si ride, si pensa, si ascolta, si partecipa.
E intanto si cammina: da una piazza a un giardino, da un castello a una spiaggia. Come in un’odissea quotidiana alla ricerca di storie in cui riconoscersi. Perché forse è proprio vero quello che scrive Alessandro D’Avenia nel libro con cui apre il festival a Nardò: resisti, cuore. E fallo leggendo. Anche in un paese. Anche in una sera d’estate. Anche quando nessuno guarda.
Forse soprattutto allora.
Tutti gli appuntamenti: http://www.salentobookfestival.it/
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.