La playlist dell’estate

La playlist dell’estate di cui non sapevi di avere bisogno: 25 canzoni da ascoltare a tutto volume

STAZIONE MUSICAAgosto 11, 2026

Ci sono persone che preparano la valigia giorni prima della partenza e altre che, puntualmente, infilano tutto dentro mezz’ora prima di uscire di casa. Costumi, infradito, crema solare, un libro che probabilmente resterà intatto sul comodino dell’hotel. Tra tutte queste, c’è una cosa che non dovrebbe mai mancare: la musica da ascoltare mentre sei in vacanza.

Perché l’estate senza una colonna sonora è un po’ come il mare senza il rumore delle onde. Può funzionare, certo, ma mancherà sempre qualcosa.

E allora ecco una playlist che non ha nessuna intenzione di limitarsi ai soliti tormentoni presenti ogni anno in classifica. Dentro ci sono gli anni Novanta, le estati degli anni Ottanta, le dive pop, i grandi classici, i brani da cantare in macchina con i finestrini abbassati e quelli che, riascoltati oggi, sembrano parlare sorprendentemente del presente.

Perché la musica estiva a volte ci ricorda chi eravamo e altre ci racconta chi siamo diventati.

La playlist dell’estate tutta da ascoltare: 25 canzoni selezionate per voi

Partiamo da Wannabe delle Spice Girls, perché ci sono brani che appartengono a una generazione e altri che, semplicemente, appartengono a tutti.

Nel 1996 bastavano le prime note per capire cosa stava per succedere. Wannabe arrivava dalla radio, dalla televisione, dalle feste, dai jukebox e dalle spiagge.

Una hit doveva riuscire a entrare nella vita quotidiana delle persone e le Spice Girls ci riuscirono in pieno.

Physical, quando anche il corpo diventa una prestazione

Dalla nostalgia passiamo a una delle ossessioni più contemporanee: il corpo.

Physical di Dua Lipa è una canzone perfetta per una playlist estiva perché ha dentro energia, movimento e quella sensazione di dover fare qualcosa subito. Ma riascoltata oggi può assumere un significato quasi diverso.

Basta aprire un social per incontrare workout, trasformazioni fisiche, challenge, diete, smartwatch, corpi fotografati in palestra e routine mattutine raccontate come fossero piccoli rituali di perfezionamento. Allenarsi fa bene, naturalmente. Il problema arriva quando il benessere smette di essere una cosa che facciamo per noi e diventa qualcosa che dobbiamo dimostrare agli altri.

Quanto ci muoviamo per stare meglio? E quanto, invece, perché quel corpo deve apparire in un certo modo?

È una domanda che l’estate rende ancora più evidente. Costumi, spiagge e fotografie postate su Instagram aumentano inevitabilmente l’attenzione sul corpo. E quella sensazione di dover essere sempre presentabili può trasformare anche una giornata al mare in una specie di esame che ci mette sotto stress.

Physical ci ricorda che il corpo dovrebbe essere prima di tutto vissuto.

Money, Money, Money degli ABBA: quando fare la spesa diventa un esercizio di matematica

C’è stato un momento in cui andare al supermercato significava semplicemente comprare quello che serviva. Oggi, invece, confrontare prezzi, grammi, offerte, confezioni e promozioni diventa quasi un lavoro.

In questo scenario Money, Money, Money degli ABBA sembra essere tornata incredibilmente attuale. Il fenomeno della shrinkflation, cioè la riduzione della quantità di prodotto a fronte di un prezzo invariato o aumentato, ha reso ancora più evidente quanto il rapporto con il denaro sia diventato concreto nella nostra quotidianità.

Lo scopri davanti allo scaffale, quando esamini lo scontrino e quando torni a casa rendendoti conto di aver speso più del previsto e di non avere comprato quello che effettivamente ti serviva.

In questo senso gli ABBA possono accompagnare anche una delle attività meno glamour delle vacanze: fare i conti.

Azzurro, perché l’estate italiana comincia da qui

Poi arriva Azzurro e improvvisamente siamo tutti dentro un’estate italiana.

Adriano Celentano, Paolo Conte, una melodia che conosciamo anche senza sapere esattamente quando l’abbiamo imparata. Pubblicata nel 1968, la canzone diventò uno dei grandi successi della musica italiana, fino a conquistare ascoltatori anche oltre i confini nazionali.

Non importa se siamo in macchina, in cucina, in spiaggia oppure in una casa di vacanza. Azzurro riesce a evocare un’idea precisa di estate italiana, fatta di caldo, partenze, attese e quella strana malinconia che spesso arriva proprio quando dovremmo essere felici.

Perché l’estate ha anche questo piccolo difetto: ci ricorda che tutto passa.

Un’estate al mare, il tormentone con qualcosa in più

Nel 1982 l’estate musicale italiana era già un universo intero. C’erano Lamette di Rettore, Non sono una signora di Loredana Bertè, Tanz bambolina di Alberto Camerini e Centro di gravità permanente di Franco Battiato.

E poi arrivò Giuni Russo con Un’estate al mare.

Il brano, scritto da Battiato, partì inizialmente con una certa prudenza per poi conquistare le classifiche. La voce di Russo, straordinariamente potente e riconoscibile, trasformò quella che avrebbe potuto essere una semplice canzone estiva in qualcosa di molto più interessante. La storia raccontata dal brano è quella di una donna che sogna una vacanza al mare per allontanarsi, almeno per qualche giorno, dalle difficoltà della vita quotidiana.

Ed è proprio qui che la canzone diventa più contemporanea di quanto sembri. Perché quante volte immaginiamo le vacanze come una parentesi perfetta, mentre dietro quella fotografia con il mare alle spalle ci sono problemi, preoccupazioni e pensieri che non hanno alcuna intenzione di andarsene in ferie?

Run to Me, la meteora che non abbiamo mai dimenticato

Ci sono artisti destinati a una lunga carriera e altri che sembrano comparire dal nulla, conquistare tutto e poi sparire. Tracy Spencer appartiene alla seconda categoria.

Run to Me, il suo grande successo del 1986, arrivò fino al primo posto in classifica, spodestando persino Madonna. La canzone, però, non ebbe lo stesso impatto internazionale e Tracy Spencer rimase soprattutto legata a quella singola hit.

Il suo nome è diventato negli anni sinonimo di una stagione precisa della musica italiana, quella fatta di Festivalbar, classifiche estive e canzoni che sembravano avere una seconda vita ogni volta che arrivava uno spettacolo revival.

È la magia delle one-hit wonder. Puoi anche dimenticare il nome dell’interprete, ma appena parte il ritornello qualcosa dentro di te dice: “Aspetta. Questa la conosco”.

Vamos a bailar, Paola & Chiara e la resurrezione pop

Prima di diventare una delle coppie più riconoscibili del pop italiano, Paola & Chiara avevano già vinto Sanremo tra le Nuove Proposte con Amici come prima. Poi, per un po’, sembrava che la loro strada potesse prendere una direzione diversa.

E invece arrivò Vamos a bailar (Esta vida nueva). Era il 2000 e il brano cambiò tutto.

Un successo enorme, un video diventato iconico e una canzone capace di attraversare i confini italiani. Nel tempo, Paola & Chiara sono diventate anche due figure amatissime dal pubblico LGBTQIA+, trasformando quel brano in uno dei grandi classici del pop queer italiano.

La curiosità più gustosa? La canzone era stata scartata da Sanremo. A volte il destino ha un senso dell’umorismo piuttosto raffinato. E mentre il duo si è sciolto e poi è tornato insieme, Vamos a bailar ha continuato a fare quello che fanno le vere hit: crescere senza diventare vecchia.

Moi… Lolita, quando la Francia conquista l’estate italiana

Nel 2002 una giovane cantante francese riuscì in un’impresa tutt’altro che scontata: conquistare l’estate italiana con un brano che aveva già qualche anno alle spalle. Lei era Alizée, la canzone Moi… Lolita.

Il pezzo rimase per settimane ai vertici delle classifiche estive e trasformò l’immagine della giovane artista in uno dei simboli pop dei primi anni Duemila. Poi la sua carriera è proseguita tra album, televisione e danza. Nel 2013 Alizée ha partecipato alla versione francese di Ballando con le stelle, conquistando la vittoria insieme al ballerino Grégoire Lyonnet, che sarebbe poi diventato suo marito.

I Gotta Feeling, quando la serata deve ancora cominciare

Pochi brani hanno catturato meglio la sensazione di una notte che sta per iniziare di I Gotta Feeling dei Black Eyed Peas.

Era il 2009 e la produzione di David Guetta contribuiva a costruire un pezzo pensato per quella fase precisa della serata in cui non è ancora successo nulla, ma hai già la sensazione che succederà qualcosa.

Secondo Will.i.am, il brano era perfetto per liberarsi dalla tensione accumulata durante la settimana.

E c’è una curiosità decisamente più particolare: David Guetta ha raccontato di volerlo al proprio funerale, proprio perché lo associa a un periodo particolarmente felice della sua vita.

Alejandro, Lady Gaga e il pop che non ha paura di esagerare

Poi arriva Lady Gaga, e la playlist cambia completamente atmosfera. Alejandro mescola pop, elettronica e suggestioni latine, costruendo uno di quei brani riconoscibili dopo pochi secondi.

Dopo Poker Face e Paparazzi, Gaga aveva già dimostrato di saper trasformare il pop in qualcosa di teatrale, eccentrico e immediatamente riconoscibile.

Alejandro aggiunge un altro tassello a quell’universo.

I Beatles, perché il sole arriva sempre

Dopo tanta musica da ballare, serve una pausa. E nessuna pausa è migliore di Here Comes the Sun dei Beatles.

È una canzone che sembra fatta per essere ascoltata mentre si guarda il paesaggio scorrere fuori dal finestrino. Ha qualcosa di semplice e luminoso, ma anche una profondità che impedisce di ridurla a una semplice canzone felice.

Il sole arriva dopo un periodo difficile e la luce torna.

Walking on Sunshine, la felicità senza troppe complicazioni

Se invece avete bisogno di qualcosa che faccia esattamente quello che promette il titolo, la scelta è Walking on Sunshine di Katrina and The Waves. Alcuni l’hanno riscoperta negli anni Duemila anche grazie a Futurama, altri la conoscono direttamente dalla sua stagione originale, negli anni Ottanta.

È una canzone semplice, energica, quasi sfacciatamente positiva (e ogni tanto ci vuole).

Good Vibrations, i Beach Boys e l’idea stessa di estate

Se esiste una band che sembra aver ricevuto l’incarico ufficiale di raccontare l’estate, quella è probabilmente The Beach Boys.

Good Vibrations porta con sé tutto quello che immaginiamo quando pensiamo alla California, alle spiagge, alle giornate infinite e alla sensazione che qualcosa di bello stia per accadere.

È estate, ma è anche innamoramento, quella combinazione pericolosissima che ci convince che tutto sia possibile (almeno fino a settembre).

Rockaway Beach, quando la spiaggia incontra i Ramones

E se la vostra idea di estate non contempla affatto la calma, ci sono i Ramones. Rockaway Beach è una corsa verso il mare fatta di chitarre, ritmo e quella leggerezza un po’ punk che rende tutto più divertente.

Le ragazze, Luca Carboni e quella nostalgia che arriva piano

Parlando di Luca Carboni viene quasi automatico pensare a Mare mare. Eppure c’è un altro brano che merita di tornare in questa playlist: Le ragazze.

Uscita nel 1998, la canzone ha raccontato un’estate diversa da quella dei grandi tormentoni. Più delicata, meno rumorosa, quasi laterale (e non aveva bisogno di dominare le classifiche per restare nella memoria).

Bello appare il mondo, la leggerezza che arriva quando smetti di inseguire il passato

Con Brunori SAS l’estate assume un’altra prospettiva. Bello appare il mondo non è la classica canzone da spiaggia, e forse proprio per questo trova spazio qui.

Perché la leggerezza non significa necessariamente non avere problemi, ma smettere di pretendere di risolverli tutti insieme.

Il brano parla anche della necessità di accettare il cambiamento, lasciando andare alcune versioni di noi stessi che appartengono a un tempo ormai finito.

L’estate di John Wayne, quando la leggerezza diventa una scelta

Con Raphael Gualazzi arriviamo a una delle canzoni più curiose della selezione. L’estate di John Wayne gioca con l’immaginario pop, con il cinema, con la musica italiana e con una certa idea di eleganza rétro.

Ma sotto la superficie c’è anche un desiderio molto semplice: quello di concedersi leggerezza in un mondo che spesso sembra voler rendere tutto complicato (forse è una delle migliori definizioni possibili dell’estate).

E poi ci sono quelle canzoni che arrivano quando meno te le aspetti

Una playlist estiva non può fermarsi ai grandi classici.

Ci sono brani che meritano comunque un posto nella nostra playlist:

Nico Fidenco con Con te sulla spiaggia porta con sé il fascino di un’estate d’altri tempi.

Lou Reed con Ride Into the Sun prende il sole e lo trasforma in qualcosa di più urbano, malinconico e irregolare.

Ye con Last Breath cambia completamente registro e porta la playlist in un territorio più contemporaneo e tormentato.

Gracie Abrams con Death Wish è perfetta per quella parte dell’estate in cui la luce del giorno comincia a lasciare spazio ai pensieri che durante il pomeriggio avevamo tenuto lontani.

Poi ci sono i Blur con Tender, che hanno sempre saputo trasformare una canzone in uno spazio emotivo preciso.

Ornella Vanoni con Caldo: il titolo basta già a farci sentire la temperatura.

Snow Patrol e Kylie Minogue con These Alarms aggiungono una vena più atmosferica.

E infine Billy Idol con Dancing with Myself, perché se c’è una cosa che l’estate dovrebbe insegnarci è che non serve sempre qualcuno con cui ballare.

A volte basta la musica.

La playlist perfetta non è quella che fa dimenticare il mondo

E allora eccola, questa estate musicale.

Ci sono gli Spice Girls e la nostalgia degli anni Novanta. C’è Dua Lipa e la domanda sul rapporto che abbiamo con il nostro corpo. Ci sono gli ABBA e i prezzi del supermercato. C’è Giuni Russo, con un sogno di mare che nasce dalla fatica quotidiana.

Ci sono le meteore come Tracy Spencer, le icone pop come Paola & Chiara, le dive come Lady Gaga e i classici che sembrano non avere data di scadenza, dai Beatles ai Beach Boys.

C’è la voglia di ballare, c’è quella di stare da soli. C’è l’amore, la nostalgia e il rapporto con il denaro.

C’è il corpo e c’è (soprattutto) il caldo.

E c’è anche quella strana sensazione che arriva ogni estate, quando per qualche giorno ci illudiamo che la vita possa essere più semplice, ma non lo è.

I problemi non vanno in vacanza. Li portiamo con noi dentro la valigia, insieme alla crema solare e ai costumi, ma possiamo scegliere la musica con cui affrontarli.

E forse è questo il regalo più bello che una playlist possa farci, accompagnare il nostro mondo piuttosto che cancellarlo.

Magari mentre siamo in macchina, con il finestrino abbassato, il mare davanti e una canzone che parte proprio nel momento giusto.

Buon ascolto!

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