Maju canta il tempo che sfugge: fuori il nuovo singolo “Time”

STAZIONE MUSICAMaggio 9, 2025

“All the time I breathe I feel no fear”. Inizia così “Time”, il nuovo singolo di Maju, cantautrice dalla voce fluttuante e dalle radici mobili, disponibile dal 9 maggio su tutte le piattaforme digitali per Dumba Dischi. Una canzone sospesa tra respiro e silenzio, che racconta lo scorrere del tempo con un’eleganza sonora che avvolge e lenisce.

Nata a Bologna ma divisa tra Torino e la Puglia, Maju scrive brani che sembrano appunti sonori da luoghi interiori ed esteriori, sempre in bilico tra Nord e Sud, tra malinconia e desiderio di fuga. Time nasce proprio in Puglia, durante una sera d’agosto e si completa – dieci giorni dopo – nel suo van parcheggiato nella campagna brindisina, dopo un festival di teatro e musica. C’è qualcosa di nomade e profondamente intimo in questa traccia neofolk dalle tinte vellutate, che mescola chitarre acustiche, sitar e lap steel in un flusso armonico che sembra dilatare la percezione.

Il tempo, in Time, non è soltanto un tema: è un’eco costante, un battito lento che accompagna ogni strofa, ogni respiro. Il brano – scritto e interpretato dalla stessa Maju – è prodotto insieme a Giacomo Carlone, già al lavoro con artisti come Angelica, Dada Sutra, Riccardo Sinigallia. Al mix e mastering ci sono nomi importanti della scena indipendente, mentre le registrazioni si svolgono al Supermoon Studio, a Milano.

Dietro la leggerezza del suono, c’è una scrittura consapevole che affonda nelle esperienze personali: dalla musica nel grembo materno fino al canto scoperto a Berlino, passando per il conservatorio, il busking, la danza, il teatro e le orecchiette pugliesi fatte a mano. Maju è un’artista eclettica, frammentaria per vocazione e per scelta, e ogni sua canzone è un frammento di sé che si ricompone solo nel momento dell’ascolto.

Time è il secondo tassello di un percorso che culminerà, dopo l’estate, nell’uscita dell’EP d’esordio. Un progetto che mette al centro due elementi: la ritmica come radice e la melodia come movimento. Perché restare e partire, per Maju, non sono mai stati concetti opposti. Semmai, forme diverse dello stesso cammino.

🎧 Ascolta il brano qui: bfan.link/dumbadischi-time

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