
Ci sono libri che arrivano come una ventata d’aria fresca in un dibattito spesso soffocato da stereotipi e retorica. “Libere” di Ilaria Maria Dondi è uno di questi. Con intelligenza, lucidità e grande empatia, l’autrice affronta un tema complesso e profondamente personale: il diritto delle donne di scegliere se e come avere figli.
Pubblicato da Einaudi nel 2024, “Libere. Di scegliere se e come avere figli” è molto più di un saggio sulla maternità. È una mappa per orientarsi tra narrazioni spesso polarizzanti, tra modelli imposti e aspettative sociali che rischiano di schiacciare la libertà individuale. Ilaria Maria Dondi lo fa con uno stile limpido, accessibile e insieme rigoroso, portando alla luce l’“inganno riproduttivo” che da secoli accompagna le vite delle donne: quell’idea, mai detta apertamente ma sempre insinuata, che una donna non sia completa senza la maternità.
Il cuore del libro è un inventario di esperienze, identità, scelte – e non scelte – che mette al centro tutte le possibilità: madri felici, madri pentite, donne che non vogliono figli, donne che li hanno desiderati senza riuscire ad averli. L’autrice non giudica, non semplifica, non idealizza. Restituisce complessità, sfumature, verità.
Il grande pregio di “Libere” è proprio questo: abbattere i confini tra le categorie, smontare la narrazione che oppone madri a non-madri, fertili a sterili, donne realizzate a donne “mancanti”. E lo fa ricordandoci che ogni scelta ha valore, ogni storia merita ascolto, ogni corpo ha diritto al proprio destino.
In un momento storico in cui la natalità diventa spesso tema politico – e il corpo delle donne, ancora una volta, campo di battaglia ideologica – un libro come questo è fondamentale. Perché non offre una risposta univoca, ma un invito collettivo alla libertà e al rispetto. E lo fa dando voce a un coro di donne, ognuna diversa, ognuna vera.
“Libere” è un saggio che si legge come un romanzo corale, ed è una lettura preziosa per chiunque voglia comprendere – davvero – il senso profondo della parola autodeterminazione.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.