
Ci risiamo.
Dopo Nido di vipere, la serie TV Netflix che ci ha letteralmente incollati allo schermo, non pensavamo di imbatterci così presto in un altro titolo capace di lasciarci a bocca aperta. E invece eccola qui, una nuova storia in cui nulla è davvero come sembra. Ed è proprio questo che ci piace.
Si chiama La sua verità, ed è una miniserie thriller psicologica disponibile su Netflix, composta da 6 episodi. Il titolo originale è His & Hers e già da qui si intuisce uno dei suoi punti di forza: lo sguardo molteplice, le versioni che si sovrappongono, la verità che cambia a seconda di chi la racconta.
La protagonista è Anna Andrews, giornalista televisiva interpretata da Tessa Thompson, che torna nella sua città natale per seguire un caso di omicidio. A indagare è Jack Harper (Jon Bernthal), detective ed ex marito di Anna. Un intreccio che mette insieme crime, tensione emotiva e un passato che continua a riaffiorare, episodio dopo episodio.
È una serie che ci ha colpito perché, in poco tempo, riesce a costruire un livello narrativo molto alto, senza inutili dilatazioni: ogni puntata aggiunge un tassello, ribalta una prospettiva, costringe lo spettatore a rimettere in discussione ciò che credeva di aver capito. I personaggi funzionano, sono scritti bene, credibili, mai piatti. Anche i ruoli secondari hanno spazio e peso, contribuendo a rendere la storia più densa e stratificata.
Un consiglio spassionato: va seguita con attenzione. È una di quelle serie in cui distrarsi significa perdere un dettaglio importante, confondersi tra nomi, relazioni e indizi. Ma niente panico: non siamo ai livelli di Dark. Qui la complessità è narrativa, non cervellotica, e resta sempre al servizio della storia.
La sua verità è uno di quei thriller psicologici che amiamo consigliare: tesi, intelligenti, capaci di giocare con lo sguardo dello spettatore senza mai prenderlo in giro. E quando finiscono, ti lasciano addosso quella sensazione precisa: aver visto qualcosa che valeva davvero la pena guardare.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.