Indomabili bisbetiche: il teatro come spazio di libertà, corpo e rivoluzione femminista

RECENSIONILibriNuove usciteFebbraio 4, 2026

Oggi 4 febbraio arriva in libreria Indomabili bisbetiche. Guida femminista al teatro e ai corpi in scena di Sara Urban, un libro per ricostruire la storia e il presente del teatro da una prospettiva finalmente non patriarcale, intersezionale e radicalmente libera.

Non un semplice saggio sul teatro, ma una lettura politica e poetica dei corpi in scena: cervello, guance, piedi, voce, vagina, mani diventano strumenti di racconto e di potere. Urban ci accompagna dalle maschere dell’antica Grecia fino alle Nina’s Drag Queens, ricostruendo una genealogia di attrici, performer e ribelli che hanno riscritto le regole dello spazio teatrale, trasformandolo da luogo di dominio a laboratorio di possibilità.

Il teatro, ci ricorda il libro, è sempre stato un paradosso per le donne: spazio pubblico fondamentale per l’identità collettiva, ma per secoli loro precluso. Le storie erano popolate da dee, regine, schiave e sacerdotesse, ma a interpretarle erano solo uomini. Quando le donne hanno iniziato a salire sul palco, sono state a lungo equiparate socialmente a cortigiane e prostitute: mostrare il corpo e usare la voce in pubblico era considerato una violazione dell’ordine morale.

Eppure proprio questa marginalità ha aperto spiragli di libertà impensabili altrove. Le attrici potevano viaggiare, guadagnare, incarnare emozioni proibite nella vita quotidiana. Con la commedia dell’arte, e figure come Lucrezia da Siena e Isabella Andreini, il corpo femminile diventa finalmente soggetto riconosciuto della scena. Più avanti, con artiste come Eleonora Duse e Sarah Bernhardt, il palcoscenico accoglie rabbia, desiderio, potere, persino ruoli maschili come Amleto, rompendo definitivamente gli argini della rappresentazione docile.

Urban segue questo percorso fino al Novecento e al teatro politico, dove il dolore privato diventa atto pubblico e collettivo, e fino al contemporaneo, in cui si lavora attivamente contro il male gaze e contro gli stereotipi di bellezza e femminilità. Corpi che invecchiano, che non cercano armonia, che sono fluidi, non addomesticabili, diventano spazio di resistenza e di immaginazione.

La prefazione del collettivo Amleta, protagonista delle denunce del #MeToo nel sistema teatrale italiano, rafforza la dimensione politica del libro: non solo racconto storico, ma strumento vivo per trasformare le pratiche, i rapporti di potere, il dietro le quinte oltre che il palco.

Particolarmente interessante è anche la nota linguistica che attraversa l’intero progetto: Urban e la sua editor lavorano consapevolmente su femminile sovraesteso, schwa, neologismi e forme inclusive come “personagge”, facendo del linguaggio stesso un campo di sperimentazione e liberazione. Perché cambiare le parole significa allenare il pensiero a immaginare nuovi copioni del reale.

In questo senso, il lavoro della casa editrice Le Plurali emerge con forza e coerenza. Le Plurali si conferma come uno dei progetti editoriali più interessanti del panorama italiano contemporaneo: una realtà che non pubblica semplicemente libri “a tema femminismo”, ma costruisce veri e propri strumenti culturali capaci di incidere sull’immaginario, sulle pratiche e sulle relazioni di potere.

Il loro catalogo, di cui Indomabili bisbetiche è un esempio luminoso, unisce rigore teorico, accessibilità, cura grafica e attenzione politica. È un’editoria che prende posizione, che sceglie di essere spazio sicuro, laboratorio di pensiero critico e piattaforma per voci che troppo spesso restano ai margini del discorso dominante.

Urban lo dimostra pagina dopo pagina: il teatro non è solo intrattenimento, ma un dispositivo profondo di crescita individuale e collettiva. È il cavallo di Troia con cui le donne, storicamente, hanno scardinato le mura della propria prigione sociale. Ogni attrice che rompe uno stereotipo non sta solo recitando, ma sta offrendo a chi guarda una nuova possibilità di immaginarsi.

La storia che emerge è quella di un passaggio decisivo: dalla rappresentazione alla presenza. Da figure disegnate dallo sguardo maschile a donne che scrivono, dirigono e incarnano il proprio destino.

Indomabili bisbetiche è dunque un libro necessario: per chi ama il teatro, per chi si occupa di cultura, per chi crede che i corpi in scena siano sempre anche corpi politici. Ma è anche la conferma del lavoro prezioso di Le Plurali, che con coraggio e visione continua a costruire un’editoria capace di cambiare davvero il modo in cui raccontiamo il mondo.

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