
Sanremo è finito e ci lascia in eredità playlist stracolme, meme indelebili e un carico emotivo che solo chi ha vissuto cinque notti insonni tra standing ovation e polemiche può comprendere. Ma adesso c’è un ostacolo che si para davanti a noi: il lunedì post-Sanremo. Ecco come affrontarlo senza cadere nella disperazione.
1. Accettare la fine
Il primo passo è la consapevolezza: Sanremo è finito. Puoi negarlo, fare finta che ci sia una sesta serata segreta o sperare in una replica improvvisa, ma la realtà è che il festival è archiviato fino al prossimo anno.
2. Sostituire il vuoto con un degno rimpiazzo
Il tuo cervello è ancora tarato su performance live, abiti scintillanti e discussioni infinite sulle classifiche? Mantienilo attivo con contenuti affini: documentari musicali, vecchie edizioni del festival su RaiPlay o addirittura la programmazione post-Sanremo che cerca disperatamente di trattenerci (qualcuno ha detto “Domenica In” versione lunedì?).
3. Rallentare il detox dai social
Dopo una settimana di notifiche impazzite e tweet compulsivi, il distacco può essere traumatico. Concediti un’uscita graduale: continua a scrollare i meme, a leggere i retroscena e a goderti i reel con le migliori (e peggiori) esibizioni. Un giorno alla volta.
4. Creare la playlist definitiva
Sanremo vive oltre Sanremo, e la miglior terapia è costruire la tua personale colonna sonora. Che sia una selezione dei pezzi migliori o una raccolta di perle trash da cantare sotto la doccia, l’importante è che il festival continui nelle tue cuffiette.
5. Pianificare il prossimo evento pop-culturale
L’unico vero antidoto all’assenza è avere qualcosa di nuovo da attendere con trepidazione. Un altro festival, un’uscita musicale, la prossima stagione di una serie tv: qualunque cosa possa colmare il vuoto lasciato dalle dirette notturne e dalle discussioni infinite sulla giuria demoscopica.
Nel frattempo, riposa. Hai appena concluso una maratona emotiva e mediatica, te lo meriti.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.