
Ci sono storie che sanno toccare corde profonde, che parlano di vita e di perdita con una semplicità struggente. Storia della mia famiglia è una di queste. La nuova serie, con uno straordinario Eduardo Scarpetta, ci trascina dentro un racconto di amore e responsabilità, di scelte difficili e di un’eredità che va oltre il sangue.
Scarpetta è Fausto, un uomo consapevole che il tempo gli è nemico. Condannato da una malattia che non lascia scampo, il suo unico pensiero è garantire un futuro ai figli Libero ed Ercole. Ma la famiglia che costruisce non è quella tradizionale: accanto a lui ci sono la madre (Vanessa Scalera), il fratello (Massimiliano Caiazzo) e gli amici più fidati, in un intreccio di relazioni che sovverte ogni convenzione.
Questa serie non cerca la facile commozione, ma scava nel dolore con autenticità. La grandezza di Fausto sta nella sua capacità di affrontare l’inevitabile senza disperazione, trasformando il suo addio in un ultimo atto d’amore. Scarpetta lo interpreta con una delicatezza incredibile: il suo sguardo porta dentro la malinconia di chi sa che sta per lasciare tutto, ma anche la forza di chi non si arrende all’idea che la famiglia sia solo un legame di sangue.
Storia della mia famiglia è una narrazione che oscilla tra tristezza e speranza, tra il peso dell’assenza e la luce che nasce da una nuova idea di comunità. Una serie che ci ricorda quanto possiamo essere fragili e immensi allo stesso tempo.
Disponibile su Netflix dal 19 febbraio.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.