
Sono trascorsi cinque anni da quando lo abbiamo visto per la prima volta, ma cCosa rimane dopo una tragedia? Quali segni invisibili lascia il dolore? Se succede qualcosa, vi voglio bene (If Anything Happens I Love You), il corto animato di Will McCormack e Michael Govier, premiato con l’Oscar nel 2021, esplora questi interrogativi con una delicatezza straziante.
Senza bisogno di parole, con uno stile visivo scarno ed evocativo, il cortometraggio racconta il lutto di due genitori che hanno perso la loro figlia in una sparatoria scolastica. I loro corpi appesantiti dal dolore si muovono in una casa vuota, dove le ombre diventano presenze vive, amplificando il senso di perdita e solitudine. Il passato riaffiora nei flashback che si intrecciano con il presente, rivelando una vita familiare fatta di piccole gioie quotidiane e di un affetto che sopravvive alla morte.
La scelta stilistica del disegno a mano, minimale e quasi infantile, amplifica l’impatto emotivo della storia. I colori si accendono solo nei ricordi, mentre il resto è un susseguirsi di grigi e neri, a sottolineare il vuoto lasciato dalla perdita. La musica, composta da Lindsay Marcus, accompagna la narrazione con una delicatezza struggente, guidando lo spettatore attraverso un’esperienza emotiva intensa e profonda.
Più che un cortometraggio, Se succede qualcosa, vi voglio bene è un grido silenzioso contro la violenza armata e una riflessione sul dolore incancellabile che essa lascia dietro di sé. In meno di dodici minuti, il film riesce a trasformare un dramma privato in un messaggio universale, facendo emergere la necessità di un cambiamento sociale e legislativo.
Nel suo impatto viscerale, questo piccolo capolavoro ci ricorda che il cinema d’animazione non è solo intrattenimento, ma può farsi veicolo di emozioni profonde e di battaglie importanti. E soprattutto, ci ricorda l’importanza di ogni parola d’amore detta prima che sia troppo tardi.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.