
Durante il festival Caloma, tra le sale intime dell’Associazione CON Red Lab e i giardini delle Costantine, prende vita “Tutti i punti che siamo”, una performance immersiva di Claudia Losi, artista che da anni intreccia narrazione, paesaggio e pratiche collettive. È la prima tappa di un progetto più ampio, Anìmule, che ha proprio nel Salento il suo punto d’origine e che si estenderà nei prossimi anni in Toscana e Lombardia, coinvolgendo altri luoghi legati alla tessitura.
Il lavoro prende forma da un’osservazione lenta e rispettosa del territorio, un dialogo tra saperi antichi e linguaggi contemporanei, tra manualità e memoria, tra voce e gesto. Il titolo, Tutti i punti che siamo, è già una dichiarazione d’intenti: ogni essere umano è un nodo, un passaggio, una cucitura che tiene insieme un tessuto più ampio fatto di incontri, storie, ascolti. E come un disegno tessile che si trasmette nel tempo – mutando, adattandosi – così anche le relazioni si trasformano, di mano in mano, di voce in voce.

La performance è pensata come un rito condiviso, in cui il corpo e lo spazio diventano strumenti di relazione. Gli spettatori non sono semplici testimoni ma partecipanti attivi di un processo che accade nel presente e che ha le radici in un “fare” antico. In questo senso, la collaborazione con la Fondazione Le Costantine non è solo un contesto ma un fondamento etico ed estetico del lavoro. In quella casa laboratorio dove da decenni si trasmettono saperi artigianali, dove il telaio è simbolo di autonomia e cura, Claudia Losi ha trovato un terreno fertile per far nascere un gesto artistico che è anche politico: ricucire, con delicatezza e visione, gli strappi visibili e invisibili che attraversano ogni vita.
Con “Tutti i punti che siamo”, Casamassella diventa così il primo di molti luoghi: una mappa del possibile dove arte, artigianato e comunità si tengono insieme. La tappa salentina non è un approdo, ma un inizio: nei prossimi anni il progetto coinvolgerà altre realtà legate al tessile, in un cammino che intreccia territori e voci, fili e racconti, corpi e visioni.
Claudia Losi (Piacenza, 1971) è un’artista la cui pratica nasce dall’osservazione del paesaggio – naturale e umano – e dall’interesse per le scienze, le discipline umanistiche e l’azione del corpo nello spazio. Realizza progetti pluridisciplinari e processuali, spesso collettivi, che combinano installazioni, performance, canto corale, cammino, fotografia e opere tessili. Ha esposto in Italia e all’estero; tra i suoi progetti recenti Being There. Oltre il giardino (Italian Council, 2020) e la pubblicazione The Whale Theory (Johan & Levi, 2021). La sua ricerca è un invito costante a stare nel mondo attraverso legami più attenti e poetici.

Dalla tribou di Zazibou