
Quanto può cambiarci un viaggio? Quanto i luoghi attraversati, e quanto le assenze che portiamo dentro di noi? Queste domande prendono forma davanti alle opere fotografiche di Claudia Pajewski, raccolte nel progetto “Nel dubbio della sera”, nato da un viaggio in macchina da Roma al Salento, attraverso luoghi sacri – noti, sconosciuti, vissuti o abbandonati – che diventano specchi di una ricerca interiore.
La fotografia, per Pajewski, non è mai un semplice strumento di documentazione, ma un codice di relazione: tra il corpo e lo spazio, tra l’intimità e la memoria. “Nel dubbio della sera” è un invito a varcare soglie – fisiche e simboliche – di luoghi sacri o che lo sono stati, per esplorare la dimensione dell’incontro con se stessi. L’intimità, qui, non è chiusura ma movimento, una tensione verso un luogo in cui sostare e connettersi, anche solo per un attimo, al silenzio.
Il progetto trova nel bosco delle Costantine la sua collocazione ideale: un luogo dove il tempo sembra dilatarsi, lasciando alle spalle il rumore del fare. Tra i sentieri e gli alberi, le fotografie di Pajewski si fanno soglia di ascolto, creando un dialogo con il paesaggio. Il bosco diventa così spazio poetico e politico, in cui l’intimità non è isolamento ma apertura radicale – al corpo, alla memoria, alla natura e al respiro lento delle cose.
Claudia Pajewski (L’Aquila, 1979) è fotografa e artista visiva. Aquilana da parte di madre, italo-polacca da parte di padre, vive e lavora a Roma. Ha collaborato con numerose testate nazionali nei campi della musica, dell’arte contemporanea e delle nuove tendenze. Nel 2013 è selezionata per la BJCEM – Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Nel 2021 riceve dalla Fondazione MAXXI una committenza per In Itinere, collettiva a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Fanny Borel. Il progetto Bias, che indaga il rapporto tra pregiudizi cognitivi e negazionismo climatico, è oggi parte della collezione MAXXI Arte. Tra le sue pubblicazioni, Le mani della città (Drago, 2016) sugli operai della ricostruzione dell’Aquila, e la fanzine Sguardi dal Margine (MAXXI L’Aquila, 2025). È co-fondatrice dell’associazione di arte pubblica Off Site Art e della galleria indipendente Spazio Gomma, e collabora con teatri, etichette discografiche, fondazioni ed enti culturali.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.