
Disponibile da ieri sulla piattaforma, “Il gusto amaro del tradimento”: ancora una volta una serie Netflix che ha dato grandi soddisfazioni. È uno di quei thriller che piacciono un po’ a tutti: famiglie benestanti, case bellissime, amicizie apparentemente solidissime e, sotto, un discreto campionario di bugie, tradimenti e gente che avrebbe parecchie cose da spiegare.
La serie olandese, arrivata su Netflix il 10 settembre, si intitola in originale De Eetclub e conta sette episodi. È tratta dal bestseller The Dinner Club di Saskia Noort e segue Karen, che si trasferisce con la famiglia nella ricca Bergen ed entra rapidamente nel giro di alcune coppie molto affiatate o almeno così sembra. Poi una villa va a fuoco, Evert muore nell’incendio e Karen comincia a capire che dietro cene, vino e vite perfettamente apparecchiate il gruppo nasconde parecchio. (Tranquilli tutti, no spoiler).
A interpretare Karen è Loes Haverkort, attrice molto conosciuta nei Paesi Bassi. Con lei ci sono diversi nomi noti della televisione e del cinema olandese: Rifka Lodeizen, Noortje Herlaar, Edwin Jonker, Remko Vrijdag, Teun Luijkx, Charlie-Chan Dagelet e Matthijs van de Sande Bakhuyzen. Insomma, magari da noi i nomi dicono poco, ma in patria è un cast tutt’altro che sconosciuto.
Da quel momento parte un gioco intrigante: chi mente, chi tradisce chi, chi sa qualcosa e soprattutto quanto manca prima che venga fuori il prossimo segreto. Il gusto amaro del tradimento non reinventa il thriller, ma fa bene quello che deve fare: crea sospetti e rende progressivamente meno affidabili quasi tutti, nessuno escluso, e ovviamente invita a vedere un altro episodio. E poi un altro. Sono solo sette, ahinoi.
Sì, sette puntate, una storia che si guarda velocemente per via di quella borghesia piena di scheletri negli armadi che in un thriller funziona quasi sempre. Per noi, promosso. E consigliato.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.






