
Quando il caldo ti devasta, le notti diventano insonni, cosa pensi che sia meglio fare? Beh, dai, diamo un’occhiata a questa serie, 56 Giorni su Prime Video, che poi, abbiamo questi occhi latini e questo ciuffo di capelli ribelli, quello di Avan Jogia per capirci, sempre da rimettere a posto, che al confronto Dove Cameron è meno vanitosa di lui. Gran figo, inutile negarlo. Così, tra la faccia da “sono innocente ma anche no” di Ciara e quella da bravo ragazzo tormentato di Oliver, il danno è fatto. Poi ci si mette pure una zanzara, di quelle che ti perseguitano proprio quando stavi per addormentarti, e il risultato è che in due notti ho guardato tutto. Tutta la serie!
Di cosa parla?!
56 giorni, serie tratta dal romanzo omonimo di Catherine Ryan Howard e prodotta da James Wan, mescola il thriller psicologico con l’erotico-romantico. Otto episodi, due linee temporali che si intrecciano: da una parte l’incontro folgorante (casuale?!) tra Ciara (Dove Cameron) e Oliver (Avan Jogia) scoccato tra i corridoi di un supermercato, dall’altra, 56 giorni dopo, il ritrovamento di un corpo nell’appartamento di lui e l’indagine di due detective, Lee e Karl, che iniziano a tirare i fili di una relazione tanto travolgente quanto opaca.
Da lì, parte una struttura a doppio binario temporale: su uno il presente investigativo, con la scoperta di un cadavere non identificato e decomposto nella vasca da bagno dell’appartamento; sull’altro il conto alla rovescia dei cinquantasei giorni precedenti, che ripercorre l’escalation della loro relazione lampo, intensa e carica di segreti.
In quei 56 giorni, in realtà, si raccontano e si intrecciano molte più vite: un arco temporale tutto sommato breve, ma dentro il quale ruotano le esistenze di Ciara, di Oliver, delle loro famiglie, dei detective. Un unico avvenimento, e tutto il resto gli gira intorno, stravolto.
Il colpo di scena, poi, lo si intuisce con largo anticipo: qui la sceneggiatura non fa granché per depistarci, e il finale arriva più come conferma che come sorpresa.
Però, io ho trovato il mio messaggio in questa storia: certi errori ti segnano la vita, e quello che sembra un aiuto, a volte, è solo una distrazione da ciò che andrebbe affrontato di petto. Se non si impara ad assumersi le proprie responsabilità e si preferisce, o ti consigliano di scaricare la colpa sugli altri, si alimentano conflitti che restano dentro, ma che prima o poi esplodono anche fuori e rovinano tutto, non solo i rapporti, l’intera vita.
56 giorni è la classica serie-zanzara: ti punge, ti tiene sveglia, e alla fine ritrovi a chiederti se ne valesse davvero la pena o se fosse solo il bisogno di qualcosa da guardare durante una notte insonne con 35 gradi.
Ora, fatemi dire una cosa: sono stata brava a non dare spoiler? Se arrivati a questo punto non si è capito assolutamente nulla della trama… beh, allora, sono stata decisamente bravissima io!

Sono Antonietta Caragnano, ma chiamatemi Anto. Un’anima con la Puglia nel DNA e il mondo nel cuore, sempre pronta a scoprire e raccontare. Appassionata di natura, viaggi (“una dal trolley facile”!) e di tutto ciò che nutre corpo e spirito: cibo, vino, arte, sapere, incontri e racconti. Ho una formazione classica, studi in giurisprudenza, e un interesse spiccato per la lettura e la scrittura, da sempre mie complici nel fantasticare e sognare. Ho avuto il piacere di immergermi nel mondo del turismo, occupandomi, in tempi non sospetti, di curare le experience che rendevano indimenticabili i viaggi per chi scopriva il nostro paese. Dopo anni trascorsi a organizzare eventi e a tessere trame di comunicazione in giro per l’Italia, eccomi qui, come una figliola prodiga, di nuovo a Lecce.
Qui su Zazibou, mi dedico a scrivere storie e a condividere un po’ del mio mondo vagabondo, rientrata per ora a casa ma con un occhio sempre all’orizzonte. Chissà cosa ci riserva il futuro!