Valencia oltre la paella: 12 cose da vedere e sapere prima di partire

Travel, FOODAgosto 10, 2026

Valencia ha più personalità contemporaneamente. Ha il Mediterraneo, le torri medievali, mercati pieni di jamón e frutta, edifici gotici, chilometri di verde, architetture futuristiche e una festa durante la quale enormi monumenti vengono costruiti per essere consegnati alle fiamme. E naturalmente ha la paella. Quella vera, sulla quale i valenciani prendono la faccenda piuttosto sul serio.

Per chi sta pensando a un weekend lungo o a qualche giorno in città, abbiamo raccolto dodici luoghi, storie e piccole curiosità da conoscere.

1. Partire dalla Cattedrale e salire sul Miguelete

La Cattedrale racconta bene la quantità di storia accumulata da Valencia. Sorge in un luogo occupato nei secoli da un tempio romano e da una moschea e riunisce elementi romanici, gotici e barocchi.

Il suo campanile è il Miguelete, una torre gotica ottagonale alta poco più di cinquanta metri. Una scala a chiocciola conduce alla terrazza, da cui lo sguardo arriva sui tetti della città e, nelle giornate limpide, verso il mare. Dentro la Cattedrale si trova anche uno degli oggetti più affascinanti della città: il Santo Calice che, secondo la tradizione, sarebbe stato utilizzato da Gesù durante l’Ultima Cena.

2. Entrare nella Basilica della Virgen de los Desamparados

Nella stessa piazza si trova la Real Basílica de la Virgen de los Desamparados, dedicata alla patrona di Valencia. È uno dei principali luoghi della devozione cittadina e custodisce un interno barocco dominato dalla grande cupola affrescata. Qui religione e identità valenciana si intrecciano ancora oggi in maniera molto forte.

3. Fare la spesa – o almeno fingere di farla – al Mercado Central

Il Mercado Central merita una visita anche con il frigorifero dell’appartamento completamente vuoto e zero intenzioni di cucinare. È uno dei grandi mercati coperti europei e occupa circa ottomila metri quadrati. La struttura modernista, con ferro, vetro, ceramiche e una grande cupola, rende già l’edificio una destinazione.

Poi arrivano i banchi: frutta, verdura, carne, pesce, formaggi, salumi, spezie e prodotti del territorio. Qui Valencia si capisce anche con il naso. Da aggiungere alla passeggiata anche il Mercado de Colón, altro bellissimo esempio del modernismo valenciano, oggi trasformato soprattutto in luogo di incontro tra locali, caffè e ristorazione.

4. Entrare nella Lonja de la Seda

Proprio vicino al Mercado Central si trova uno degli edifici che raccontano la Valencia ricca e mercantile del Quattrocento: la Lonja de la Seda, antica Borsa della Seta e oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Il suo spazio più famoso è il Salone delle Contrattazioni, sorretto da spettacolari colonne tortili. Completano il complesso il Patio de los Naranjos, il Consolato del Mare e una torre che ebbe anche funzione di prigione per i mercanti insolventi. Una specie di promemoria medievale sul fatto che i debiti andavano presi molto sul serio.

5. Cercare le cannonate sulle Torres de Quart

Delle dodici porte che permettevano l’ingresso nella Valencia medievale ne restano due grandi complessi: le Torres de Serranos e le Torres de Quart.

Le Serranos risalgono alla fine del XIV secolo e furono utilizzate sia per la difesa sia come ingresso monumentale alla città. Ancora oggi rappresentano simbolicamente una porta di Valencia: proprio qui, ogni anno, viene pronunciata la Crida che annuncia l’arrivo delle Fallas. Le Torres de Quart hanno invece una particolarità che vale la pena cercare sulla facciata: conservano i segni lasciati dai colpi ricevuti durante l’assedio francese del 1808. La storia, in questo caso, è rimasta direttamente sui muri.

6. Scoprire perché a marzo Valencia brucia

Per capire davvero Valencia bisogna conoscere le Fallas. La grande festa cittadina si celebra ogni anno a marzo e trasforma le strade in un gigantesco museo temporaneo. I quartieri realizzano enormi monumenti, spesso ironici e satirici, popolati dai tradizionali ninots.

La città vive per giorni tra musica, fiori, fuochi d’artificio e soprattutto le rumorosissime mascletàs. Poi arriva il 19 marzo, San Giuseppe, e con la Cremà le Fallas vengono incendiate.

Quasi tutte. Ogni anno, infatti, un ninot viene salvato dal fuoco grazie al voto popolare e confluisce nella collezione del Museo Fallero. È uno degli aspetti più belli della festa: costruire per mesi qualcosa destinato a scomparire e scegliere un solo frammento da affidare alla memoria.

La tradizione viene generalmente collegata agli antichi falegnami valenciani, che alla fine dell’inverno bruciavano strutture e materiali utilizzati nelle botteghe durante i mesi più bui. Da quei falò sarebbe cresciuta, nel corso dei secoli, una delle feste più spettacolari della Spagna.

7. Cambiare completamente epoca alla Città delle Arti e delle Scienze

Dal Medioevo al futuro bastano poche fermate. La Ciutat de les Arts i les Ciències si sviluppa nell’antico letto del Turia ed è ormai una delle immagini più riconoscibili di Valencia. Il grande complesso culturale porta soprattutto la firma di Santiago Calatrava, insieme al contributo di Félix Candela.

Qui sorgono il Museo delle Scienze, l’Hemisfèric, il Palau de les Arts Reina Sofía e l’Umbracle. L’Hemisfèric, in particolare, è stato progettato come un gigantesco occhio umano, mentre l’Umbracle funziona come giardino-belvedere e passeggiata tra vegetazione, architettura e opere d’arte. Anche restando all’esterno, il posto vale parecchie fotografie.

8. Passare qualche ora all’Oceanogràfic

Nello stesso grande distretto si trova l’Oceanogràfic, tra gli acquari più grandi d’Europa. Il percorso ricostruisce diversi ecosistemi marini e riunisce migliaia di esemplari appartenenti a centinaia di specie. È una delle tappe più frequentate della città e richiede diverse ore, quindi meglio evitare di inserirla come riempitivo tra una visita e l’altra.

9. Arrivare alla Marina e continuare fino alla Malvarrosa

Valencia vive anche sul mare. La Marina è il risultato della trasformazione dello storico porto cittadino, accelerata dai grandi eventi internazionali ospitati negli ultimi decenni. Da qui si può continuare verso il Cabanyal, storico quartiere marinaro, e raggiungere la Malvarrosa, la spiaggia urbana più celebre della città.

Lungomare, sabbia, ristoranti e Mediterraneo: è il punto in cui Valencia smette per qualche ora di sembrare una città d’arte e assume pienamente il ritmo di una località di mare.

10. Mangiare la paella valenciana sapendo cosa state ordinando

Capitolo delicato. La paella valenciana nasce dalla cultura agricola del territorio e dalla coltivazione del riso sviluppatasi soprattutto nell’area dell’Albufera.

La ricetta tradizionale è legata a ingredienti come riso, pollo, coniglio, fagiolini, garrofó, pomodoro, olio d’oliva e zafferano; in alcune preparazioni compaiono anche le lumache. Il nome del piatto deriva proprio dal recipiente largo e basso nel quale viene preparato.

Quindi sì: Valencia è uno dei posti in cui scoprire che “paella” indica un universo un po’ più complicato del riso giallo con sopra qualsiasi cosa provenga dal mare.

11. Andare all’Albufera al tramonto

A una manciata di chilometri dal centro urbano si apre un paesaggio completamente diverso: quello del Parco Naturale dell’Albufera. Laguna, risaie, canneti e uccelli compongono uno degli ambienti naturali più importanti della zona. Una delle esperienze più caratteristiche è il giro sulle tradizionali barche che attraversano lentamente le acque.

Il momento migliore arriva verso sera, quando il sole scende sulla laguna. E per chiudere il cerchio gastronomico basta raggiungere El Palmar: è uno dei luoghi simbolo della cucina di riso valenciana e quindi un ottimo indirizzo geografico, prima ancora che gastronomico, per capire da dove arrivi la paella.

12. Fare un salto in Africa restando a Valencia

Il Bioparc è stato concepito secondo un modello immersivo: gli animali vengono inseriti in ambienti che ricostruiscono diversi ecosistemi africani. Savane, foreste equatoriali e Madagascar accompagnano un percorso popolato da giraffe, rinoceronti, zebre, gorilla, elefanti, ippopotami, lemuri e molte altre specie.

È soprattutto una tappa da considerare per chi viaggia con bambini e vuole alternare monumenti e musei a una giornata diversa.

E quindi, perché Valencia?

Perché nello spazio di pochi chilometri mette insieme una torre medievale ancora segnata dalle cannonate, una festa che finisce nel fuoco, una delle architetture contemporanee più fotografate di Spagna, una laguna circondata dalle risaie e una spiaggia sul Mediterraneo.

E perché qui persino ordinare una paella può trasformarsi in una piccola lezione di storia locale.

Valencia, insomma, funziona particolarmente bene quando si smette di considerarla soltanto una destinazione da weekend e si comincia a leggerla per quello che è: una città che ha fatto convivere il gotico e Calatrava, le botteghe medievali e l’Oceanogràfic, le Fallas e il mare. E che, una volta all’anno, costruisce opere gigantesche soltanto per concedersi il lusso di bruciarle.

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Popular Now
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...