Sud Sound System, 35 anni di reggae salentino: a Milano arriva il Premio alla Carriera

STAZIONE MUSICASettembre 21, 2026

Trentacinque anni di musica, dialetto salentino e reggae. Il 7 novembre i Sud Sound System saranno protagonisti all’Alcatraz di Milano, dove riceveranno il Premio alla Carriera durante la ventesima edizione de La Notte di San Martino, la festa che da vent’anni riunisce nel capoluogo lombardo la comunità pugliese e salentina.

Due anniversari che si incontrano nella stessa serata: i 35 anni del gruppo e i vent’anni della manifestazione. Sul palco anche i Mundial e Papa Leu Selecter, mentre dalle 23 la notte continuerà con DUEMILAZ, il party dedicato alle hit degli anni Duemila.

«Vent’anni fa abbiamo aperto una botte di vino nuovo in una città che non era la nostra. Oggi premiamo qui all’Alcatraz di Milano chi ci ha insegnato che non c’è bisogno di tradursi per farsi capire. Il dialetto non è il contrario del mondo: è il contrario dell’anonimato», ha spiegato Gianni Orlandi, promoter dell’iniziativa.

Da Milano alla Giamaica, senza tradurre il Salento

Milano, del resto, occupa un posto particolare nella storia dei Sud Sound System. Proprio qui, al Leoncavallo, il 21 gennaio 1989 si tenne il loro primo concerto fuori dal Salento, prima ancora dell’esordio discografico. Tornarci per celebrare 35 anni significa quindi riannodare un filo iniziato quando immaginare il reggae cantato in dialetto salentino come un fenomeno internazionale sembrava quantomeno improbabile.

E invece quella lingua, apparentemente così legata a una porzione precisa di Sud Italia, sarebbe diventata uno degli elementi più riconoscibili del gruppo.

Nel giugno del 1991 arrivò il 12 pollici “Fuecu / T’a sciuta bona”. Reggae e raggamuffin incontravano il Salento senza bisogno di passare dall’italiano o dall’inglese. Il dialetto non era una scelta di marketing: era semplicemente la lingua delle prime dancehall, delle feste, delle campagne e della comunità dalla quale quella musica proveniva.

Da lì il viaggio è diventato sempre più lungo. Nel 2016 i Sud Sound System hanno portato il salentino in Giamaica, ospiti di Richie Stephens, e l’anno successivo sono saliti sul palco del Reggae Sumfest, tra gli appuntamenti più importanti della scena reggae internazionale.

Il cortocircuito è ancora oggi uno degli aspetti più interessanti della loro storia: scegliere una lingua locale senza trasformarla in folklore e scoprire che proprio quella specificità poteva viaggiare più lontano.

Nandu Popu, Don Rico e Terron Fabio hanno costruito negli anni un suono nel quale reggae e raggamuffin dialogano con pizzica, tamburelli e tradizione musicale salentina. Nei loro testi sono entrati ambiente, lavoro, diritti sociali, salute pubblica e difesa del territorio. Una produzione che ha contribuito a fare dei Sud Sound System un riferimento per diverse generazioni di musicisti pugliesi.

35 anni dopo, “Salento Sound”

Il 2026 ha aggiunto un nuovo capitolo con “Salento Sound”, singolo realizzato con Kybba e l’artista olandese Kalibwoy. Ancora una volta il punto di partenza è il salentino, mentre produzione e collaborazioni guardano oltre i confini italiani.

Una sintesi quasi perfetta del percorso del gruppo: partire da un luogo preciso senza sentirsi obbligati ad abbandonarne la lingua per raggiungere il resto del mondo.

Il Premio alla Carriera arriva al termine di un anno particolarmente intenso, con oltre cinquanta date tra Italia ed estero e una raccolta celebrativa prevista per ottobre.

La Notte di San Martino compie vent’anni

La festa del 7 novembre comincerà all’Alcatraz di Milano dalle 19.30. Alle 21 saliranno sul palco i Mundial, progetto nato nel 2020 dall’incontro tra i musicisti salentini Carmine Tundo, Roberto Mangialardo e Alberto Manco.

La loro ricerca parte ancora una volta dalla tradizione musicale del Sud, ma la sposta verso l’elettronica: pizzica e taranta, mandolini, tamburelli e tammorre convivono con pattern ritmici e campionamenti dei suoni del paesaggio pugliese. Dopo gli album Scercule e Culacchi, il trio ha portato il progetto sui palchi italiani e in Francia, Svizzera e Albania.

Alle 22 sarà il momento dei Sud Sound System, affiancati nella line-up da Papa Leu Selecter, storico dj e compagno di palco della formazione salentina.

Dalle 23 cambieranno invece coordinate e decennio: con DUEMILAZ la serata proseguirà tra pop, dance e tormentoni degli anni Duemila fino a tarda notte.

La Notte di San Martino nasce dalla tradizione contadina dell’11 novembre, quando si aprono le botti per assaggiare il vino nuovo. A Milano quel rito è diventato negli anni una festa urbana fatta di vino novello, friselle, focacce, prodotti pugliesi e musica.

L’edizione 2026, organizzata dall’Associazione Salento US, anticipa di qualche giorno San Martino e celebra vent’anni di manifestazione mettendo al centro un gruppo che, molto prima che si parlasse continuamente di identità e contaminazioni, aveva già trovato il proprio modo di tenere insieme le due cose.

Dal Salento a Milano, dalla Giamaica al Nord Europa. Senza cambiare lingua.

I biglietti per la serata sono disponibili online al costo di 10 euro.

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