
Negli ultimi giorni le librerie si sono riempite di romanzi e saggi che raccontano il presente partendo dalle sue crepe più profonde. Relazioni familiari che collassano, identità politiche, ecologia, arte, spiritualità e passioni calcistiche diventano materia narrativa in una serie di uscite molto diverse tra loro ma accomunate da uno sguardo lucido e spesso spietato sul contemporaneo.
Qui alcuni consigli sulle uscite fresche fresche di stampa:
1. Atto di famiglia di Alessandra Carati è uno dei romanzi italiani più intensi di queste settimane. In Atto di famiglia, Carati racconta la lenta disgregazione di una coppia e il modo in cui una separazione può trasformarsi in guerra. Il centro emotivo del libro è una bambina contesa, osservatrice silenziosa di accuse, rancori e verità incompatibili tra loro. La scrittura entra nelle dinamiche domestiche con precisione quasi chirurgica, mostrando quanto facilmente una famiglia “normale” possa smettere di esserlo.

2. La mia Germania di Giuseppe Culicchia parte dal calcio ma finisce per raccontare identità, memoria e appartenenza. In La mia Germania, Culicchia ricostruisce il suo amore per la Germania e per la Nazionale tedesca, nato durante Italia-Germania del Mondiale del 1970. Sullo sfondo compaiono la storia della sua famiglia, il rapporto con il Toro, Franz Beckenbauer e un’intera riflessione sul tifo come forma irrazionale ma profondissima di fedeltà esistenziale.

3. La figlia preferita di Morgan Dick è invece una commedia nera che mescola lutto, dipendenze e dinamiche familiari tossiche. In La figlia preferita, due sorellastre che non si conoscono scoprono di essere legate dalla morte del padre e da un’eredità da cinque milioni di dollari. Una è una maestra precaria segnata dall’abbandono, l’altra una psicologa cresciuta nel privilegio. Tra sedute terapeutiche e segreti familiari, il romanzo riesce a stare continuamente in equilibrio tra ironia feroce e malinconia.

4. L’Internazionale della terra di Giuseppe De Marzo affronta invece la crisi climatica e sociale come una questione politica e culturale insieme. In L’Internazionale della terra, De Marzo propone un ripensamento radicale del rapporto tra esseri umani, economia e pianeta. Il libro, con prefazione di Tomaso Montanari e postfazione di Vandana Shiva, intreccia ecologia, giustizia sociale e nuove forme di comunità, mettendo al centro il concetto del “vivere bene” come alternativa al modello tecnocapitalista contemporaneo.

5. Un popolo di ombre di Gianni Canova sceglie una strada originale e profondamente cinematografica. In Un popolo di ombre, i comprimari del cinema italiano prendono finalmente parola. Dai personaggi marginali di Federico Fellini ai volti secondari dell’universo di Fantozzi, Canova immagina vite interiori, desideri e frustrazioni di figure rimaste per decenni sullo sfondo. Un libro che riflette sul cinema ma anche sulla condizione di chi vive ai margini delle storie.

6. Una cosa spirituale. Non fare niente e altre forme d’arte di Vasco Brondi attraversa invece il territorio della creatività e della meditazione. In Una cosa spirituale. Non fare niente e altre forme d’arte, Brondi racconta il rapporto tra pratica artistica e spiritualità, mettendo in dialogo esperienze personali e figure come Nick Cave, Marina Abramović, David Lynch e Federico Fellini. Più che un memoir, il libro diventa una riflessione sul valore dell’arte in un tempo dominato dalla velocità e dalla produttività continua.

7. La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista di Tomaso Montanari è uno dei saggi politici più discussi del momento. In La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista, Montanari sostiene che il fascismo non rappresenti una parentesi conclusa della storia italiana ma una continuità culturale e politica ancora presente nel linguaggio pubblico contemporaneo. Il libro analizza identitarismo, paura del diverso e autoritarismo come elementi sopravvissuti nel discorso politico italiano, proponendo una riflessione che intreccia storia, linguaggio e attualità.

Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.