LOL 6 e la comicità italiana di oggi: il caos, i personaggi e una conduzione che lascia qualche domanda

serie tvMaggio 6, 2026

La sesta stagione di LOL: Chi ride è fuori ha riportato su Prime Video uno dei format più osservati degli ultimi anni. Non soltanto per il meccanismo ormai rodato, ovvero quello di restare seri mentre tutto intorno tenta di farti crollare, ma perché, stagione dopo stagione, il programma è diventato una fotografia piuttosto precisa della comicità italiana contemporanea.

Questa edizione ha avuto un’identità chiara: meno costruzione televisiva classica, più personaggi, meno barzelletta, più universo personale. E infatti a rimanere impressi sono stati soprattutto quelli che sembravano arrivare da un pianeta tutto loro.

Nel cast: Carlo Amleto, Paola Minaccioni, Francesco Mandelli, Sergio Friscia, Valentina Barbieri, Giovanni Esposito, Scintilla, Barbara Foria, UfoZero2 e Yoko Yamada. Un gruppo molto eterogeneo, quasi volutamente sbilanciato tra comicità televisiva tradizionale, teatro, stand up, internet e linguaggi più assurdi. Quindi LOL che fa? Mette insieme mondi che normalmente non condividerebbero lo stesso palco.

Attenzione spoiler!

Il personaggio che più di tutti ha catalizzato l’attenzione è stato Carlo Amleto. Più che partecipare al programma, sembrava abitarne un’altra versione parallela. Entrava con il pianoforte, con tempi teatrali perfetti, con una comicità musicale surreale da vero talento tecnico. Anche Yoko Yamada ha costruito uno dei personaggi più stranianti della stagione. Fredda, imprevedibile, quasi anti-comica in alcuni momenti. Una di quelle figure che fanno ridere per tensione, ma anche per disagio. UfoZero2 invece ha portato dentro LOL la grammatica delirante di internet, quella comicità che sembra nata alle tre del mattino dentro un gruppo Telegram. Ma ne vogliamo parlare di come sono stati eliminati?

Paola Minaccioni, invece, ha mostrato una solidità da professionista: tempi perfetti, personaggi, trasformazioni continue. Una macchina da guerra comica che noi, sempre e per sempre, continueremo ad amare. Insieme a Valentina Barbieri: ma che forza è? Fantastica. Alla fine la vittoria è andata a Scintilla, al secolo Gianluca Fubelli. Una vittoria che ha diviso parecchio il pubblico: per alcuni il più strategico e costante, per altri meno memorabile rispetto ad alcuni momenti esplosivi di Carlo Amleto. Ma non sempre vince chi lascia il segno più grande.

Più complicato il discorso sulla conduzione. Alessandro Siani resta uno dei grandi talenti della comicità pop italiana, uno che negli anni ha confermato la sua presenza e il suo talento. Proprio per questo, però, qui sembra trattenuto, mai davvero incisivo e mai davvero centrale. Una versione meno brillante del solito, quasi compressa dentro il format. E viene spontaneo pensare che uno come lui avrebbe potuto osare molto di più.

Poi c’è Angelo Pintus. E qui la domanda resta fissa: perché? Pintus è un personaggio molto amato dal pubblico ma a noi non ha convinto la sua conduzione. Non sarebbe forse bello vedere, per la prossima edizione, un parterre della control room tutto al femminile?

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