
Il 30 gennaio, all’Auditorium Novecento di Napoli, SASIO sarà protagonista del concerto di presentazione del suo album di debutto omonimo, pubblicato lo scorso 24 ottobre per La Tempesta Dischi. Un live che non è solo una data in calendario, ma l’esordio ufficiale di una nuova traiettoria artistica, attesa, necessaria, profondamente radicata.
Sul palco, in trio, Sasio alla voce, Giuseppe Cataldo alla chitarra e ai cori, Valerio De Martino alla batteria e synth. Per la prima volta, tutti gli undici brani del disco prendono forma dal vivo, restituendo una materia sonora che nasce dall’esperienza personale e si allarga fino a farsi racconto collettivo. Dopo gli anni con i Sula Ventrebianco, quattro album tra il 2007 e il 2017, una lunga stagione di concerti, festival e riconoscimenti, Sasio sceglie una strada più intima e radicale, spogliata da mediazioni superflue.
Sasio è un album che scava. Dentro il mestiere di muratore, dentro il rapporto irrisolto con Napoli, dentro la vita nella penisola flegrea e una passione viscerale per la musica che non concede sconti. I testi si muovono tra italiano e napoletano, senza mai cercare folklore o comfort linguistici: la lingua diventa strumento di verità, capace di tenere insieme rabbia, assenza, desiderio di riscatto. È un canto di resistenza che abita i contrasti, che sa farsi intimo e fragile nei momenti più introspettivi e poi esplodere, improvviso, in un grido condiviso.
Il disco, scritto e prodotto insieme a Giulio Ragno Favero, segna l’inizio di una nuova fase creativa anche sul piano sonoro. Le tracce attraversano elettroniche ruvide, atmosfere dal respiro cinematografico, echi degli anni ’90 riletti con uno sguardo contemporaneo. Non c’è nostalgia, ma una tensione costante verso qualcosa che pulsa nel presente. Un lavoro diretto, fisico, fatto di carne e coscienza, che non addolcisce le ferite ma le espone, le attraversa.
Ad accompagnare l’uscita dell’album, il video di Invincibile, focus track che concentra bene il senso di questo percorso: stare in piedi, anche quando tutto sembra spingere verso il crollo. È lo stesso spirito che attraverserà il live napoletano, in una città che per Sasio non è mai semplice sfondo, ma luogo vivo, contraddittorio, necessario.
Il concerto del 30 gennaio all’Auditorium Novecento non è solo una presentazione: è un atto di presenza. Un primo passo pubblico di una musica che nasce dal basso, dal lavoro, dalla strada, e che torna alla città con la forza di chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.

Dalla tribou di Zazibou